30 luglio 2010 di Rodolfo
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Greenpeace ha recentemente diffuso i risultati delle analisi batteriche effettuate all’intern
o del “Santuario dei Cetacei”, la porzione di Mediterraneo compresa tra Corsica, Toscana, Liguria e Francia, i dati sono scandalosi.
Il “Santuario” - istituito nel 1999 con un accordo tra Italia, Francia e Principato di Monaco e inserito dal 2001 nell’elenco delle Aree a Protezione Speciale di Interesse Mediterraneo in base al Protocollo sulle Aree Protette (ASPIM) della Convenzione di Barcellona – presenta preoccupanti livelli di inquinamento delle acque, traffico navale da “bollino rosso” nonchè numerose zone, anche in alto mare, con una qualità delle acque da assoluto divieto di balneazione…
I ripetuti allarmi lanciati in questi anni dalle associazioni ambientaliste sono sempre caduti nel vuoto e la definizione di “Santuario dei Cetacei” appare sempre più come una gigantesca bufala !
scarica il report di Greenpeace
26 giugno 2010 di Rodolfo
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Anche il fegato, al pari dei polmoni, può incorrere nell’embolia gassosa in conseguenza di un immersione profonda con autorespiratori ad aria. La scoperta arriva al termine di una sperimentazione condotta dal Centro Extreme di Pisa, un team multidisciplinare formato da ricercatori dell’Università di Pisa, della Scuola Superiore di studi universitari e di perfezionamento Sant’Anna, dell’Istituto di fisiologia clinica e dell’Istituto di scienze e tecnologia dell’informazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche. I risultati dello studio aprono nuovi scenari per la medicina subacquea ed iperbarica e sono stati pubblicati su “America Journal of physiology”, una delle principali riviste scientifiche americane di fisiologia.
L’ipotesi di partenza, che i gas intestinali, sottoposti per lunghi periodi alle elevate pressioni raggiunte in immersione, creino potenziali danni per embolizzazione del fegato, è stata dimostrata da una sperimentazione sui ratti e quindi verificata nell’uomo analizzando una serie di immersioni sperimentali effettuate da volontari nelle acque dell’Asinara.
L’indagine sull’uomo ha preso in considerazione immersioni a trenta metri di profondità, per la durata di trenta minuti, si è svolta in maniera non invasiva, tramite ecografia epatica ed analisi numerica delle immagini registrate prima e dopo le immersioni. Riguardo ai risultati ottenuti, l’ingegner Remo Bedini del Cnr ha dichiarato: “Dopo queste prove sperimentali, che hanno dimostrato la possibilità di individuare attraverso un’ecografia l’accumulo di gas nel fegato, sarà ora importante accertare esistenza, frequenza, tempi di comparsa e durata dell’embolia del fegato nell’uomo e in particolare in quanti praticano l’attività di diving abituale con autorespiratore, per tempi lunghi e a profondità pari o superiori a 30 metri”.
22 giugno 2010 di Alessandro
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In questi giorni in Marocco si sta decidendo sul destino della caccia alle balene. Ovviamente tra gli Stati più interessati alla questione ci sono in testa Giappone, Norvegia e Islanda che praticano la caccia ed il commercio delle carni di questi sfortunati cetacei.
Dal corriere.it è interessante leggere a che livello si sia arrivati per corrompere piccoli staterelli a votare a favore di una riapertura della caccia contro le moratorie internazionali più volte violate da questi stati.
Sempre in tema di conti scottanti, si legge su Abc News che i tentativi giapponesi di comprare i voti dei rappresentanti presenti in Marocco abbiano raggiunto livelli preoccupanti: camere d’albergo pagate per tutti da parte dei giapponesi, e prostitute offerte in cambio del loro voto a molti degli 88 delegati. Ma la Commissione non conferma queste voci e informa che sta ancora indagando sull’accaduto.
31 maggio 2010 di Rodolfo
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E’ partita da New York il 01 Maggio alla volta del Mediterraneo l’ammiraglia di Sea Shepherd,
la “Steve Irvin”. Sea Shepherd ha infatti avviato una nuova campagna, denominata “Operazione Blu Rage”, tesa a difendere il tonno rosso e salvare la specie dall’estinzione ormai prossima a causa della pesca intensiva cui è sottoposta da anni. Il tonno rosso atlantico è uno dei pesci più grandi e veloci, è una specie che cresce lentamente, vive a lungo e necessita di un significativo lasso di tempo per raggiungere la maturità sessuale e riprodursi.Ciò rende l’attuale sovrasfruttamento ancora più pericoloso non solo per i tonni, ma anche per gli ecosistemi dei mari in cui vivono.
La condizione di estrema criticità di tutte le popolazioni di tonno rosso è nota da tempo. Per il 2010 l’International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas (ICCAT) ha fissato in 13.500 tonnellate la quota massima di pescato consentito, un valore giudicato eccessivo, al quale vanno ancora sommati gli effetti della pesca illegale che, secondo le stime di Sea Shepherd, porterebbero ad prelievo complessivo annuo di circa 60.000 tonnellate. Come se non bastasse il CITES ha scandalosamente evitato di includere il tonno rosso tra le specie protette.
In risposta all’inerzia di governi ed organizzazioni internazionali giunge ora l’intervento di Sea Shepherd come ultima difesa del tonno rosso. 