Sharkburger la nuova frontiera del fast food minaccia gli squali

Ne da notizia l’Ansa sul suo sito e noi riportiamo in sintesi l’articolo. Una catena di fast food di N.Y. ha deciso di iniziare la vendita di hamburger a base di carne di squalo che noi abbiamo ribatezzato, forse in maniera poco originale, “sharkburger”.
Da predatore dei mari a pesce predato e sfruttato commercialmente per venire servito nei tavoli take-away della Grande Mela. Una cosa che noi disapproviamo che, se diventasse una moda, potrebbe ulteriormente penalizzare la già compromessa sopravvivenza di questo predatore fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi marini; presenza già messa a dura prova da pratiche orribili come lo “Shark finning” di cui Aola ha sempre dato ampio risalto.

Le originali tecniche di sopravvivenza delle aringhe

Forse questa notizia non è, negli ambienti scientifici, una novità ma di sicuro la sua originalità ha stuzzicato la nostra curiosità ed ilarità dato che il mondo scientifico ha confermato che anche i pesci, ogni tanto, si lasciando andare…
I ricercatori della University of Windsor in Ontario, si sono infatti trovati ad analizzare alcuni suoni sottomarini di cui ignoravano la provenienza, arrivando alla conclusione che tali produzioni sonore altro non erano che un sistema sicuramente poco complesso e articolato di comunicazione delle arringhe. L’interrogativo che gli studiosi si sono posti era quello di capire in che modo questi piccoli e prelibati pesci producessero questi suoni arrivando alla conclusione che trattavasi di vere e proprie flatulenze.
Il Fast Repetitive Tick (FRT), così è stato nominato dai ricercatori, è un vero è proprio mezzo di comunicazione non certo causato dalla digestione usato dai branchi per segnalare l’arrivo di predatori.

Fonte: New Scientist

L’ “Aola” allo spiedo …

 


L’Aola ricorda l’Uomo delfino

22 Dicembre 2011. Se ne è andato dieci anni fa Jacques Mayol, ” l’Uomo delfino”, protagonista con Enzo Maiorca di un’epopea di avventure, sfide e record. Non è stato solo subacqueo, ma nei suoi 74 anni di vita intensa e avventurosa fu anche esploratore, cercatore di tesori, pianista, attore,scrittore, giornalista, taglialegna, filosofo e cineasta. Ma soprattutto Jacques è stato un amante appassionato, e mai tradito, del mare.

“Essere libero come gli animali selvatici. Tuffarsi nudo, come un delfino, negli abissi del mare involarsi altissimo nell’azzurro infinito del cielo e planare, silenzioso, come l’albatro sul mondo meschino dell’uomo, diventare l’aria far corpo nell’acqua con l’acqua fondersi e ritrovarsi.”
J. Mayol

 

Scoperta la causa di sbiancamento dei coralli

Corallo di fuoco

Secondo uno studio dell’ARC Centre of Excellence for Coral Reff Studies e della J. Cook University alla base dello sbiancamento dei coralli ci sarebbero gli sbalzi di temperatura dei mari che producono effetti sulla qualità delle alghe di cui gli stessi coralli si nutrono. Il processo di espulsione di queste alghe culmina nella cosiddetta “apoptosi” o “morte cellulare programmata” delle cellule indebolite o malate; una specie di suicidio cellulare che i coralli innescano come forma di difesa immunitaria che ha come conseguenza quella di farli sbiancare. Un processo questo che avviene già con sbalzi di temperature di 3° più basse.

Negli ultimi 3 decenni, a livello mondiale, si sono registrati sette grandi eventi di sbiancamento, l’ultimo dei quali registrato proprio nel 2010 nell’Oceano Indiano e nel Triangolo dei Coralli. La grande barriera corallina australiana dal 1980 ha subito otto eventi di sbiancamento di cui il peggiore registrato nel 2002 quando più della metà della superficie corallina sbiancò.
Data che la frequenza di questi eventi pare aumentare, il passo successivo dello studio sarà quello di comprendere come alla luce di queste informazioni, sia possibile procedere ad un recupero dei coralli sbiancati.

Bruxelles vuole salvare gli squali

Shark finning

L’Unione Europea sembra finalmente decisa ad attuare delle politiche di salvaguardia e di protezione degli squali introducendo il “divieto assoluto del finning”, pratica barbara e crudele sulla quale il nostro blog ha speso più di un post e contro la quale associazioni come Shark Alliance si battono da anni (n.d.r: l’ asportazione delle pinne è il più delle volte fatta a squalo vivo che poi viene ributtato in mare dove ovviamente va incontro a morte certa).

Il provvedimento imporrebbe a tutte le imbarcazioni che pescano nelle acque dell’UE ma anche a tutte le barche dell’UE che pescano nel mondo l’0bbligo di sbarcare in porto gli squali con ancora le pinne attaccate al corpo. Gli stati membri non potranno più applicare deroghe a questa regola permettendo autorizzazioni ai loro pescherecci di applicare le amputazioni a bordo. Sarà invece concesso, per agevolare lo stoccaggio a bordo degli squali pescati, il taglio parziale  della pinna per ripiegarla contro la carcassa.

Il provvedimento si rivolge soprattutto contro Spagna, Portogallo e Cipro paesi che hanno sempre tollerato con una certa facilità la pratica dello “shark finning” e ha come scopo, soprattutto, quello di intensificare i controlli e le sanzioni contro chi trasgredirà a questa nuova direttiva che è ora al vaglio del Consiglio UE e del Parlamento Europeo per la definitiva approvazione.

Lo scopo è quello di proteggere il predatore al vertice della catena alimentare ormai a serio rischio di estinzione sia nei mari europei che mondiali (sono più di 100 milioni gli squali uccisi per il mercato alimentare) .

Luisella, la tartaruga e il dugongo

Detto così, il titolo, può sembrare l’inizio di una supercazzola post-moderna in pieno spleen da spread, ma un’altra aoletta è stata in giro per il mondo in questi giorni e, appena tornata pure lei da Marsa Alam, ha voluto scaricare sul blog il resoconto, questa volta video, della sua bellissima esperienza nei mari egiziani.

Dugongo

Tartaruga marina


“Le parole del blu…” Andrea Pivari incontra l’Aola

E’ con grande piacere, e permetteteci anche con un pizzico di orgoglio, che Aola annuncia ai suoi lettori una grande serata di fotografia subacquea.
Nel sottotetto della Caserma di Artiglieria di Porta Verona in Peschiera del Garda, sabato 3 dicembre 2011 alle ore 21:00, sarà  ospite del nostro blog, Andrea Pivari, un vero peso massimo nel campo della fotografia subacquea, che ha accettato con entusiasmo il nostro invito.

Andrea delizierà i partecipanti con la proiezione di diaporami (sequenze fotografiche accompagnate a ritmo di musica) che racconteranno “Le parole del blu…”. Un viaggio allo scoperta dei mari, delle sue creature, della dura lotta per la sopravvivenza, della vita in un mondo che ci affascina per colori, forme e panorami. Squali, squali martello, mante, pesci pagliaccio, pesci napoleone, gamberi pulitori, cavallucci marini pigmei e molto, molto altro ancora accompagneranno lo spettatore in quel fantastico universo che sta sotto il pelo dell’acqua.

L’ingresso è libero

Aola per l’0ccasione vuole ringraziare oltre che ovviamente Andrea, anche lo spazio SCart che ha voluto condividere con noi l’organizzazione di questo evento.