Monthly Archives: dicembre 2009

A Natale regala uno squalo

nemoLasciando da parte ovviamente il titolo volutamente provocatorio, raccogliamo l’appello lanciato dall’acquario di Cattolica qualche tempo fa in occasione della settimana mondiale dello squalo.
Nel paese delle mode, dei dibattiti urlati e del cinepanettone non poteva non mancare anche questa pessima abitudine di regalare animali tropicali tra i quali anche piccoli di squalo.
In genere si tratta di giovani esemplari che per qualche tempo riescono a trovare ospitalità negli angusti acquari domestici ma che poi crescendo si vedono costretti in queste scatole di vetro inadatte e inospitali. E’ proprio qui che la loro sorte si accumuna a quella di tanti cani e gatti abbandonati sul ciglio di strade poco battute, solamente che essendo pesci (squali ma anche altri esemplari) non possono che finire in corsi d’acqua, in fiumi o peggio ancora nelle fontane delle città.
Non meglio sembra essere la sorte del pesce pagliaccio che in certe zone del mondo rischia l’estinzione a causa del planetario successo del cartoon “Alla ricerca di Nemo”. Il simpatico pesciolino è infatti regalo molto ambito per i bambini di mezzo mondo; in pratica molti pagliaccio fanno la stessa fine che rischia il simpatico protagonista.
Ecco perché ancora una volta raccomandiamo a tutti prima di regalare un animale, qualsiasi animale, di informarsi sulla specie e sulle dimensioni che raggiunge in età adulta e , soprattutto, di regalarlo solo quando si è sicuri delle buone intenzioni di chi lo accoglie.
Gli animali, di qualunque specie siano, meritano sempre il nostro rispetto e non devono servire come attenuante ai capricci dei nostri bambini!

Loggione d’eccellenza per il “presepio del lago”

Peschiera del Garda dall’ 8 dicembre 2009 al 7 gennaio 2010

Ponte San Giovanni, sul Canale di Mezzo, è il loggione d’eccellenza, anche quest’anno, per godere lo spettacolo suggestivo delle sacre figure sott’acqua, illuminate sul far della sera.

presepio del lago

26 figure del presepe, ad altezza d’uomo, calate in acqua una per volta per ricomporre una Natività originale, è il “presepio del lago”realizzato dalla maestria del Sub Club Peschiera del Garda nell’anno 1980, in onore al Lago di Garda.
Ogni anno, già dal mese di settembre, i volontari del Sub Club di Peschiera del Garda -  guidati da Renato Signorelli, vice presidente della società sportiva, si mettono all’opera con vernici e pennelli per gli annuali interventi di preparazione e manutenzione delle “sante” figure.

Così nacque l’idea di un presepio subacqueo costruito con il preciso intento di renderlo visibile a tutti, senza ricorrere alla subacquea.
Conosciuto e apprezzato anche oltre il confine nazionale, meritando lusinghieri consensi,  è stato elogiato, in un ampio servizio televisivo, dall’emittente radiotelevisiva tedesca Bayerischer Rundfunk   (sito www.br-online.de ) come uno tra i più  suggestivi  presepi d’Europa.

Santa Benedizione e posa del Gesù Bambino del Presepio del lago il 24 dicembre -  Vigilia di Natale –  alle ore 18.00 con figuranti in costume sulle barche, canti.
info :http://www.peschieradelgarda.org/

 

24/12/2009

Si è svolta regolarmente la cerimonia della benedizione e posa del Gesù Bambino del Presepio del lago. I subacquei incaricati della delicata operazione paiono gli unici veramente a proprio agio anche sotto la pioggia battente !

 Presepio di mare! Acquario di Cattolica

Dal 6 dicembre al 6 gennaio 2010

Nell’insolita cornice delle vasche e degli spazi più suggestivi, i fondali del Mar Mediterraneo, dell’Oceano Indiano e del Pacifico, diventano piccole gallerie d’arte sottomarine e cornici per preziose sculture naturali perfettamente integrate nelle profondità. Un appassionante viaggio tra la bellezza delle specie marine (oltre 3.000 sono gli esemplari presenti di 400 differenti specie marine) integrata con la creatività umana espressa nell’ arte dei presepi. Preziose sculture di terracotta, pietra e vetro soffiato immerse tra gli squali, le meduse e i pesci tropicali rendono omaggio alla Natività.
Info:  www.acquariodicattolica.it

Gargano, morti i sette capodogli

Foto Ansa

Foto Ansa

Si è purtroppo conclusa nel peggiore dei modi la triste vicenda dei sette capodogli spiaggiati alla Foce di Varano con la morte di tutti gli esemplari.

Gli ultimi due sono, infatti, spirati nella notte dopo una lunga agonia dovuta allo schiacciamento del diaframma. Vani erano stati tutti gli sforzi di trasportare in salvo con mezzi pesanti i  due sopravvissuti.
A questi tentativi, andati tutti a vuoto, era pure seguito il diniego da parte del Ministero dell’Ambiente all’idea di un’iniezione letale che avrebbe potuto mettere fine alle loro pene.   La ridda delle ipotesi su cosa abbia spinto questi grossi mammiferi ad arenarsi sulle nostre coste rimane ancora aperta ed al vaglio dei biologi che cercheranno di capirne le ragioni per mezzo di autopsie approfondite anche se, da un primo esame in loco, sembrerebbero tutti esemplari sani.

C’è chi parla di disorientamento dovuto alle pessime condizioni del mare in questi giorni e chi invece addita le cause all’inquinamento dei mari e all’uso di strumenti elettronici come sonar o radar che potrebbero essere in grado alterare il senso dell’orientamento di questi animali che spesso abbandonano le loro rotte distratti da questi strumenti.

IDENTIKIT DEL CAPODOGLIO – Il capodoglio più famoso della storia è senza ombra di dubbio Moby Dick, nato dalla fantasia di Melville, romanticamente identificato con l’appellativo di «balena bianca». Tuttavia il capodoglio, dalla testa enorme ed allungata, non è una balena perchè ha i denti. Il nome scientifico è Physeter macrocephalus, appartiene alla famiglia degli Odontoceti, come i delfini. Il maschio può anche superare i venti metri per sessanta tonnellate.

Un inverno da brividi…correva l’anno 1709

Negli annali di tutta Europa rimase indelebile un particolare inverno, quello del 1709.
A quell’inverno nefasto si aggiunse una guerra che imperversò per tutto il continente europeo per circa cinque anni, “la guerra di successione al trono di Spagna” che rese la situazione delle popolazioni veramente drammatica.
In una situazione di grande difficoltà per le continue razzie e per la povertà che i conflitti inevitabilmente portano con sé, la popolazione fu costretta a fare i conti con l’arrivo di un particolare periodo gelido. Nella notte di Natale vi fu l’irruzione di aria fredda siberiana che investì tutto il vecchio continente.
lago ghiacciato 2Nel mese di Gennaio del 1709 gelarono oltre al Tamigi in Inghilterra, il fiume Reno in Germania, la Mosa in Belgio, l’Ebro in Spagna, la foce del Tago in Portogallo. In Francia gelarono la Senna, la Loira e il Rodano. In Scozia nevicò da gennaio fino ai primi di giugno. Gelarono completamente il lago di Zurigo in Svizzera e parzialmente quello di Ginevra e il grande lago di Costanza in Germania.
Anche l’Italia non ne fu immune: il gelo si spinse fino al centro Italia , infatti gelò il porto di Livorno e quello di Genova.
A Reggio Emilia il 6 gennaio folate di vento freddissimo gelarono il Po per uno spessore di 16 / 20 centimetri che permise il passaggio da una sponda all’altra con uomini e carri, la temperatura arrivò sino a 20 ° C sotto zero. Anche la laguna veneta dall’inizio di gennaio fino al fine dello stesso mese rimase ghiacciata e la temperatura arrivò fino a 18° C sotto zero.
Stessa sorte per il Lago di Garda il quale si poteva attraversare con carri pesanti trainati da cavalli e buoi. Fu l’unica volta che si ricordi nella storia passata e recente tale situazione climatica così particolare.
Un cronista di Angers in Francia così descrive l’evento:

“Tutto quello che è stato seminato è distrutto, la maggior parte parte delle galline morì dal freddo e così pure il bestiame nelle stalle. Molti uccelli selvatici come anatre, folaghe, pernici, merli e beccacce furono trovati morti stecchiti sulle strade ghiacciate. Querce, frassini, olmi e due terzi dei noci e viti morirono. Si seccarono mele, susine, noci e ciliegie piante che resistono anche ai – 30 °C”

Da Limone del Garda e su tutte le coste del lago morirono per il gelo migliaia di piante di ulivo così come nell’alta Toscana. Il legno venne usato come legna da ardere e nei casi più fortunati come legname da costruzione o per mobili.
L’ondata di freddo perdurò per tutto il mese di febbraio e di marzo e i primi germogli si ebbero solo alla fine d’Aprile. Il gelo aveva bruciato il germogliare del grano e il raccolto fu pressoché inesistente, ciò provocò una forte carestia che solo in Francia diede la morte a 600.000 persone.
Certamente quei primi mesi del 1709 furono per le popolazioni italiane ed europee momenti terribili che verranno ricordati non solo per i barbari saccheggi e per le impietose carestie dettate anche dall’imperversare della guerra, ma pure per l’inverno più freddo degli ultimi trecento anni.

USA contro URSS, ovvero foche contro delfini

Usa: Il Pentagono schiererà all’inizio del 2010 delfini e leoni marini a difesa dei sommergibili nucleari nella regione di Kitsap, nello Stato di Washington. Lo sostiene il quotidiano filogovernativo Izvestia.
La Russia: risponderemo con le foche! «Vogliamo che i nostri animali lavorino come i leoni di mare americani», ha spiegato Ghennadi Matishov, direttore dell’istituto di biologia marina di Murmansk, nel nord della Russia. Secondo lo scienziato, i leoni marini usati negli Usa «piazzano mine su installazioni, filmano i fondali nemici e registrano le radiazioni». A suo avviso le foche (già ne sono state provate una decina) sono in grado di scoprire le mine e portarle a galla, cercare nel fondo marino oggetti fatti vedere in superficie, interagire con i sub.
L’Urss aveva già un delfinario speciale a Sebastopoli, in Crimea, per DELFINIaddestrare i suoi mammiferi da guerra a difesa della flotta del Mar Nero: i delfini stavano nella baia per segnalare eventuali intrusi e ucciderli, nel caso ricevessero ordine in tal senso. Erano dotati di un rostro per attaccare le navi nemiche ed erano in grado di annientare anche siluri sino a 120 metri di profondità. In teoria potevano anche essere lanciati da un elicottero. Il programma fu abbandonato per la carenza di mezzi finanziari e la successiva caduta dell’Urss.

ansa.it/web/notizie