Gargano, morti i sette capodogli

Foto Ansa

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Si è purtroppo conclusa nel peggiore dei modi la triste vicenda dei sette capodogli spiaggiati alla Foce di Varano con la morte di tutti gli esemplari.

Gli ultimi due sono, infatti, spirati nella notte dopo una lunga agonia dovuta allo schiacciamento del diaframma. Vani erano stati tutti gli sforzi di trasportare in salvo con mezzi pesanti i  due sopravvissuti.
A questi tentativi, andati tutti a vuoto, era pure seguito il diniego da parte del Ministero dell’Ambiente all’idea di un’iniezione letale che avrebbe potuto mettere fine alle loro pene.   La ridda delle ipotesi su cosa abbia spinto questi grossi mammiferi ad arenarsi sulle nostre coste rimane ancora aperta ed al vaglio dei biologi che cercheranno di capirne le ragioni per mezzo di autopsie approfondite anche se, da un primo esame in loco, sembrerebbero tutti esemplari sani.

C’è chi parla di disorientamento dovuto alle pessime condizioni del mare in questi giorni e chi invece addita le cause all’inquinamento dei mari e all’uso di strumenti elettronici come sonar o radar che potrebbero essere in grado alterare il senso dell’orientamento di questi animali che spesso abbandonano le loro rotte distratti da questi strumenti.

IDENTIKIT DEL CAPODOGLIO – Il capodoglio più famoso della storia è senza ombra di dubbio Moby Dick, nato dalla fantasia di Melville, romanticamente identificato con l’appellativo di «balena bianca». Tuttavia il capodoglio, dalla testa enorme ed allungata, non è una balena perchè ha i denti. Il nome scientifico è Physeter macrocephalus, appartiene alla famiglia degli Odontoceti, come i delfini. Il maschio può anche superare i venti metri per sessanta tonnellate.


One Response to Gargano, morti i sette capodogli

  1. Dai primi riscontri delle autopsie eseguite dal prof. Nascetti è emerso che almeno quattro dei sette esemplari deceduti sulle spiagge del Gargano avevano ingerito quantità importanti di buste di plastica, cordami, scatolette e contenitori vari scambiandoli per calamari, unico cibo del quale si nutrono. Tra questi quello che sembrava il capobranco era quello con lo stomaco più colmo.
    Probabilmente il gruppo, i cetacei sono animali molto gregari, lo ha seguito quando il capobranco, a causa di questa “indigestione”, ha sbagliato rotta andando a spiaggiarsi.
    Come già si accennato dalle sue prime dichiarazioni il prof. Nascetti ha ribadito l’effetto negativo che producono su questi animali le strumentazioni navali, non solo i sonar militari ma anche le imbarcazioni che sono impiegate nella ricerca di giacimenti di idrocarburi sui fondali marini che emettono forti ed improvvisi rumori che interferiscono sul sistema di orientamento dei cetacei.
    E’ assolutamente indubbio per il professore ricondurre questo fenomeno di suicidio di massa all’inquinamento materiale ed acustico a cui sono sottoposti anche gli animali marini.

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