Monthly Archives: gennaio 2010

J.D. Salinger

J.D. Salinger

J.D. Salinger (New York 1.1.1919 - Cornish 28.1.2010)

 

Dedicato a tutti quelli che almeno una volta nella vita si sono sentiti come “Il giovane Holden”…

2009, anno nero per i lamantini della Florida

I biologi del “Fish and Wildlife Research Institute” della Florida hanno registrato, dal 1 gennaio  all’11 dicembre 2009, la morte di 419 Lamantini. E’ il piu’ alto numero di perdite mai registrato, pari al 12,5% dell’intera popolazione di lamantini della Florida, stimata in 3.200 esemplari. Il 30% delle morti è stato causato da collisioni con barche, tre volte le cause di morte naturale.

E’ ovvio che quanto  è accaduto nel 2009 non deve assolutamente ripetersi in futuro se si vuole tutelare  la popolazione di Lamantini dei Caraibi (Trichechus manatus).

L’ordine dei Sirenii, cui i Lamantini appartengono, comprende anche i Dugonghi. I Lamantini vivono esclusivamente nella fascia tropicale e sub-tropicale nelle vicinanze di lagune e grandi estuari.
Le femmine allattano i cuccioli esclusivamente in acqua dai capezzoli situati nella zona ascellare. Proprio questa caratteristica anatomica potrebbe essere all’origine della leggenda delle sirene; durante l’allattamento, infatti, le madri assumono una posizione in cui sembrano abbracciare il cucciolo in un atteggiamento simile a quello degli essere umani: da questa posizione deriverebbe l’immagine della figura “metà donna e metà pesce”.

Brutto e sfigato!

Cosa dire, brutto è brutto anche se visto di fronte assume una espressione innaturale che ispira simpatia come tutti quegli animali che la natura ha reso esteticamente sfortunati ma che proprio perché sfortunati ci appaioni più simpatici di altri.
Protagonista dello scatto è il Blobfish (Psychrolutes Marcidus), un pesce australiano che vive nelle profondità marine dalla carne gelatinosa che gli permette di galleggiare sul fondale senza nuotare nutrendosi di ogni cosa gli arrivi a tiro di bocca che, a causa della pesca a strascico sui fondali è a rischio estinzione.
L’ironia, molto amara, è che oltre alla bruttezza che tutti noi possiamo apprezzare nella foto, questo pesce così particolare, non è nemmeno commestibile!

Blobfish (Psychrolutes Marcidus)

Paguri elettrici … dolore e memoria

Uno studio svolto dai  ricercatori della Queen’s University a Belfast ha dimostrato che i paguri non solo percepiscono il dolore ma ne conservano anche il ricordo.
Il lavoro, coordinato da Bob Elwood e Mirjam Appel della School of Biological Sciences della Queen’s University,  è stato pubblicato dalla rivista “Animal Behaviour”. Lo studio è basato sull’osservazione delle reazioni di alcuni di questi animali a piccole scosse elettriche.
I paguri non possiedono un carapace proprio e occupano quelli  lasciati liberi da altri animali, generalmente conchiglie di molluschi. Nel corso dello studio, ai carapaci dei paguri venivano applicate coppie di elettrodi per trasmettere lievi scosse elettriche all’addome. Quelli che in effetti sentivano la scossa scappavano dal guscio, un comportamento che viene interpretato come un chiaro segno della sperimentazione di un evento spiacevole.
La ricerca ha avuto un ulteriore sviluppo. E’ noto infatti che i paguri preferiscono alcune specie di conchiglie. Si è riscontrato che gli animali scappavano con maggiore probabilità  dai  gusci ritenuti meno appetibili mentre tendevano a rimanere all’interno dei gusci preferiti. Ciò indica che la fuoriuscita dal guscio è un comportamento frutto di una elaborazione neuronale a livello centrale e non un semplice riflesso.

“Questa ricerca dimostra che non si tratta semplicemente di comportamenti riflessi: c’è una sorta di valutazione e di compromesso tra la necessità di una conchiglia di qualità e quella di evitare uno stimolo pericoloso, valutazione che si ritrova in forma più evoluta nei vertebrati, nei quali la risposta al dolore è controllata in funzione di altri parametri.”

Un successivo passo della ricerca è consistito nel trasmettere, sia al gruppo di paguri che aveva già sperimentato la scossa elettrica sia ad un “gruppo di controllo” che non aveva mai provato questa esperienza, una scossa di intensità nettamente inferiore a quella necessaria a provocare  la fuoriuscita dal guscio dell’animale. Si è così riscontrato come gli animali del primo gruppo si trasferissero più frequentemente e più rapidamente rispetto al “gruppo di controllo”, dimostrando così di possedere anche un ricordo dell’evento spiacevole.

Il Dr. Elwood non è nuovo a questo tipo di sperimentazioni:  si è dedicato in passato allo studio della percezione del dolore dei gamberi, anche per ottenere informazioni che possano indicare come utilizzare i crostacei nell’industria della preparazione alimentare.

Aolamagna ha scelto di Agire!

Per fare una donazione a favore del popolo haitiano duramente colpito dal terremoto puoi effettuare la tua donazione direttamente dal sito di Agire a questo link http://www.agire.it/it/emergenzahaiti/Agire_haiti.html oppure inviando un SMS al nuermo 48541.
Le diverse modalità per effettuare donazioni sono elencate in questa pagina http://www.agire.it/it/emergenzahaiti/donarehaiti.html.

Ecco quanto può valere una nostra donazione:

  • 20 € per assicurare un kit sanitario di primo soccorso
  • 100 € per garantire tende agli sfollati
  • 300 € per assicurare l’allestimento di un ambulatorio
  • 500 € per acquistare medicinali di primo soccorso

Torna a Bologna l’EUDI Show

Si svolgerà a Bologna, dal 12 al 15 febbraio, la XVIII edizione dell’Eudi Show.
Torna dunque nella città felsinea dopo nove anni di assenza la grande fiera europea dedicata al mondo della subacquea. Un ritorno di prestigio, grazie anche all’accordo, siglato nel marzo scorso, tra Assosub e Confisub, che ha creato i presupposti per una manifestazione ricca, completa ed interessante. Fitto il cartellone degli eventi programmati nei padiglioni 21 e 22 della Fiera di Bologna. Accanto ad Eudi Show si terrà anche il salone della pesca sportiva Fishing show. L’accesso ad entrambe le manifestazioni è possibile con un unico biglietto di ingresso, in vendita al pubblico al prezzo di euro 10,00.=

Vai all’elenco degli espositori.

Noi pozziamo… below 2010

Anche se un po’ in ritardo ma ancora ampiamente nei tempi segnaliamo che anche per il 2010 l’Associazione “12 scatti Onlus” propone l’acquisto di un meraviglioso calendario per finanziare la realizzazione di 8 pozzi in 8 villaggi differenti in Burkina Faso (Africa).
Uno scatto per ogni mese realizzato da nomi di primo livello nel mondo della fotografia subacquea italiana; immagini meravigliose e suggestive che lasciano senza fiato per un calendario che unisce alla bellezza di questi scatti la solidarietà per un popolo al limite della sopravvivenza.

Seguendo questo link http://www.12scatti.org/come-aiutarci/below.html troverete tutte le informazioni utili per acquistare questo calendario e fare con un minimo sforzo economico un’azione di solidarietà.

Per vedere invece un’anteprima degli scatti seguite questo link http://www.aboveandbelow.net/Calendario/10/provv/elenco-foto.html

Svelato il mistero degli squali elefante

Cetorhinus maximus

Lunghi fino a 10 metri, oltre sette tonnellate di peso, gli squali elefante (Cetorhinus maximus) sono, fra i pesci, secondi per dimensioni solo agli squali balena. In estate ed autunno li si può facilmente osservare dalla superficie, scompaiono però completamente durante i mesi invernali. A lungo biologi e ricercatori hanno avanzato ipotesi riguardo a questo curioso comportamento.
Una recente ricerca del biologo marino Gregory Skomal della Massachusetts division of Marine Fisheries ha definitivamente risolto la questione: in inverno gli squali elefante compiono migrazioni di migliaia di chilometri verso le acque tropicali dell’Atlantico. Per tutto il periodo rimangono costantemente a grandi profondità (tra i 200 ed i 1000 metri) e per questa ragione non è possibile osservarli dalla superficie come invece accade durante il periodo estivo.
La scoperta è sorprendente poiché si riteneva che questi animali frequentassero esclusivamente le acque fredde delle regioni settentrionali e temperate, più ricche del plancton di cui si nutrono.
Il Dr. Skomal è giunto a questa conclusione dopo aver applicato, durante il periodo estivo, al largo della costa del Massachusetts, un geolocalizzatore satellitare a 25 squali elefante.
In un articolo recentemente pubblicato dalla rivista Current Biology, riguardo ai risultati del suo studio, Skomal ha affermato. “Insieme a recenti dati genetici, le nostre scoperte indicano che la popolazione degli squali elefante dell’Atlantico, e forse del mondo intero, rappresenta un complesso unico. La popolazione globale degli squali elefante potrebbe quindi essere più esigua di quanto finora pensato”.

Gli squali elefante sono inseriti nella “red list” dell’ IUCN (International Union for Conservation of Nature). Sono infatti valutati “vulnerabili” rispetto al rischio estinzione.

Vai alla scheda IUCN (è corredata da una completa descrizione – in inglese -)