Svelato il mistero degli squali elefante

Cetorhinus maximus

Lunghi fino a 10 metri, oltre sette tonnellate di peso, gli squali elefante (Cetorhinus maximus) sono, fra i pesci, secondi per dimensioni solo agli squali balena. In estate ed autunno li si può facilmente osservare dalla superficie, scompaiono però completamente durante i mesi invernali. A lungo biologi e ricercatori hanno avanzato ipotesi riguardo a questo curioso comportamento.
Una recente ricerca del biologo marino Gregory Skomal della Massachusetts division of Marine Fisheries ha definitivamente risolto la questione: in inverno gli squali elefante compiono migrazioni di migliaia di chilometri verso le acque tropicali dell’Atlantico. Per tutto il periodo rimangono costantemente a grandi profondità (tra i 200 ed i 1000 metri) e per questa ragione non è possibile osservarli dalla superficie come invece accade durante il periodo estivo.
La scoperta è sorprendente poiché si riteneva che questi animali frequentassero esclusivamente le acque fredde delle regioni settentrionali e temperate, più ricche del plancton di cui si nutrono.
Il Dr. Skomal è giunto a questa conclusione dopo aver applicato, durante il periodo estivo, al largo della costa del Massachusetts, un geolocalizzatore satellitare a 25 squali elefante.
In un articolo recentemente pubblicato dalla rivista Current Biology, riguardo ai risultati del suo studio, Skomal ha affermato. “Insieme a recenti dati genetici, le nostre scoperte indicano che la popolazione degli squali elefante dell’Atlantico, e forse del mondo intero, rappresenta un complesso unico. La popolazione globale degli squali elefante potrebbe quindi essere più esigua di quanto finora pensato”.

Gli squali elefante sono inseriti nella “red list” dell’ IUCN (International Union for Conservation of Nature). Sono infatti valutati “vulnerabili” rispetto al rischio estinzione.

Vai alla scheda IUCN (è corredata da una completa descrizione – in inglese -)

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