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Monthly Archives: febbraio 2012
Immersioni, da oggi anche con il mouse
Si chiama “Sea View” il progetto, nato dalla collaborazione tra Google, l’Università del Queensland e la compagnia assicuratrice Catlin, per consentire un tour virtuale sulla barriera corallina australiana. Il programma, che è in avanzato stato di realizzazione, prevede il monitoraggio di diversi punti del reef con speciali fotocamere per poter effettuare riprese a 360°. L’obiettivo del programma è supportare gli esperti negli studi sulle specie marine ma anche sensibilizzare la popolazione sull’impatto che il riscaldamento globale ha sulla barriera corallina. In futuro il progetto sarà integrato in Google Earth. Attualmente sul sito di Sea View è possibile effettuare una prima esplorazione dimostrativa.
Nicola Valenzin e i Kids As Dolphins
E’ con gioia che accetto l’invito di raccontare la mia storia di apneista, disciplina
che vede coinvolto il nostro respiro quotidiano. Credo sia per me naturale iniziare nell’esporvi proprio il progetto educativo KAD, acronimo di “Kids As Dolphins – Bambini Come Delfini”, di cui sono istruttore e coordinatore didattico. Inventato ed elaborato a partire dal 1986 da Joseph Porrino, pedagogo e istruttore Apnea Academy, il progetto ha come obiettivi primari quello di Formare ed Educare i bambini nel loro sviluppo dell’autonomia, della personalità e della loro sicurezza e salvaguardia in acqua. Attraverso un percorso guidato e condizionato, si sviluppano nuovi schemi motori che inducano il bambino ad apprendere nuove tecniche destinate al movimento subacqueo: ambientamento fisico e sensoriale, adattamento psicologico, formazione di nuovi schemi motori e abilità tecniche.
Esercizi di respirazione
Nel caso in questione la mia esperienza di apneista è messa a disposizione dei bambini rapportandomi con un linguaggio semplice e di facile comprensione. Tutti gli esercizi proposti in posizione eretta o distesi per terra (supini) sono guidati con parole semplici come “proviamo a tirare dentro l’aria (inspirazione), oppure proviamo a fare la pancia come un piccolo palloncino (respirazione diaframmatica)”. Guidare con le parole i bambini in brevi esercizi di inspirazione ed espirazione, far sì che si mettano in relazione tra loro raccontandosi, oppure mettendoli a coppie per far sentire il respiro del compagno o di guardarsi per vedere come si muove il torace del partner. Sollecitarli in queste scoperte con semplicità e senza creare nessuna aspettativa. Al contrario, io stesso mi stupisco di quanto avviene e di quante “differenze” esistono fra uno e l’altro, questo senza mai nessun senso di competizione o di essere uno meglio dell’altro.
L’attività in acqua
Gli esercizi proposti in acqua, si attuano utilizzando all’inizio il vaschino con acqua bassa e più calda della vasca grande, per mettere a completo agio i bambini. Il freddo è un grande freno all’attività, dunque é importante diversificare l’allenamento in maniera da non procurare tensioni o nervosismi. Stimolarli in maniera che siano loro stessi a porsi le domande per chiederne risposte. La comunicazione e l’attenzione dell’istruttore deve risultare aperta, semplice, diretta, comprensibile. In sostanza adattarsi ad ognuno di loro sempre con entusiasmo e competenza mettendo sempre in relazione l’attività singola con le scoperte di tutto il gruppo. In particolare quando inizio il lavoro in acqua, io stesso devo diminuire il fisiologico stato di allerta dei partecipanti per ottenere una prima fiducia di base, primo passo per un corretto svolgimento delle attività. Solo così posso ottenere una presa di contatto e richiedere l’attenzione e la successiva concentrazione per l’esecuzione degli esercizi e il raggiungimento degli obiettivi proposti.
Come l’istruttore si muove (presa di contatto visiva) e come parla (presa di contatto uditiva) risulta di primaria importanza nella relazione con i bambini, altrettanto importante è avere sempre il massimo rispetto delle singole personalità. Il contatto con i ragazzi, in occasione ad esempio di esercizi di respirazione a secco, dovrà essere naturale, utilizzando movimenti lenti così da ampliare a tutti i partecipanti la sensazione di fiducia e condivisione.
“I bambini sono naturalmente spontanei: possiamo aiutarli a mantenere la loro spontaneità anche nel momento dell’apprendimento in modo tale che sia essa stessa il motore che li spinge a conoscere ed esplorare.” (L.Manfredini)
Sperimentare il proprio controllo sulla realtà, espresso sotto forma di padronanza del proprio corpo e delle proprie emozioni, oltre a rappresentare un’enorme fonte di piacere nei piccoli, è anche un’eccezionale fonte di motivazione. Il piacere di “sperimentarsi” garantisce il coinvolgimento del gioco, il che serve per guidare ed adattare meglio all’ambiente lo sviluppo celebrale. I link qui suggeriti sono due brevi filmati realizzati durante lo svolgimento di due corsi KAD, il primo base in piscina a Verona, l’altro avanzato nelle acque di Sharm El Sheik.
Buona visione e buona acqua !
Istruttore AA Nicola Valenzin
Posted in filmato, sport, stampa, storie
Tagged acqua, apnea, apnea academy, Nicola Valenzin
A BRESCIA conferenza con diaporama sugli SQUALI BIANCHI del Sudafrica
Questo Sabato 25/02/2012 ore 16.00 a Brescia, interessantissima conferenza sugli Squali Bianchi del Sudafrica. Si terrà presso l’auditorium di Confartigianato Imprese Unione di Brescia in Via Orzinuovi 28. Ingresso libero.
Organizzata dal Tritone Sub sarà tenuta dal Dott. Alessandro De Maddalena, uno dei maggiori esperti europei.
Web site:
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Cani subacquei …
Vanno fortissimo sul web le immagini del fotografo californiano Seth Casteel che ha immortalato i suoi cani alle prese con una pallina che non ne vuol proprio sapere di uscire dall’acqua…


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Squalo balena morto nel golfo di Karachi
Le impressionanti immagini di uno squalo balena morto issato su una gru nel Golfo di Karachi.
Duecentomila anni per la Posidonia oceanica.
E’ il sorprendente risultato dello studio condotto da un team di ricercatori guidati da Sophie Arnaud-Haond dell’Università di Algarve, in Portogallo. Dalla ricerca, che è stata pubblicata sulla rivista Plos One, emergerebbe infatti la presenza nel Mediterraneo, tra Formentera e Ibiza, di una prateria di Posidonia che ha raggiunto una lunghezza di 15 chilometri, un peso complessivo
superiore alle seimila tonnellate e che, in base alle stime sulla velocità di colonizzazione per clonazione (80 metri in 600 anni) , potrebbe risalire a circa 200.000 anni fa. Anche la Posidonia, la pianta di gran lunga più importante per l’ecosistema marino del Mediterraneo, è in sofferenza: lo studio evidenzia infatti un decremento delle praterie del 5% annuo, un tasso ben superiore a quello della riproduzione per clonazione. Dopo essere sopravvissuta ai mammut e alla grande glaciazione, la Posidonia rischia di scomparire a causa dei rapidi mutamenti climatici causati dall’uomo.
Posted in biologia, dal web, stampa
Tagged Ã, Haond, mediterraneo, Posidonia, Posidonia oceanica, Sophie Arnaud-
Anche le mante a rischio estinzione
Anche la manta, come altri pesci, per primi gli squali, sono oggi a rischio estinzione. Ancora una volta tra i maggiori indiziati finisce la medicina cinese convita di estrarre possibili rimedi terapeutici dalle branchie di questo pesce; dai problemi di fertilità fino a certi tipi di forme tumorali. A causa di queste errate convinzioni e dell’incremento del consumo della sua carne, la manta rischia oggi di scomparire in diversi mari del mondo, con un giro d’affari stimato già in diversi milioni di dollari annui. Sri Lanka, India, Indonesia sono tra i maggiori consumatori della carne di questo pesce dalle movenze così eleganti. Ma non solo la carne e le branchie del grande “diavolo del mare” sono alla causa dello sterminio di questo pesce, il mercato richiede la sua pelle per fabbricare borse e scarpe mentre le pendici cartilaginee vengono spacciate per parti di squalo.
A difesa di questo pesce scende l’Ong Shark Saver con il suo rapporto “Manta Ray of Hope: The Gloal Threat to Manta and Mobula Rays” che descrive l’olocausto di questa specie.
A peggiorare le cose anche la fisiologia di questo pesce che raggiunge la maturità sessuale dopo circa dieci anni di vita e la femmina nel periodo riproduttivo partorisce un piccolo ogni 2/3 anni.
Il paradosso finale è che le mante valgono più da vive che da morte perché ogni esemplare può far guadagnare milioni di dollari all’anno grazie all’ecoturismo e al fascinoso richiamo che questo pesce esercita sui subacquei.
Manta Ray of Hope – Teaser 1080p from Blue Sphere Media on Vimeo.














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