Oggi 29 giugno si festeggiano in Santi Pietro e Paolo, tra i primi evangelizzatori cristiani entrambi morti martirizzati nella città di Roma allora dominata dall’Imperatore Nerone. Pietro venne crocifisso a testa in giù e poi sepolto in Vaticano, il secondo trafitto con la spada e sepolto sulla via Ostiense.
Sul Garda, e nelle zone limitrofe, è antica tradizione, la notte precedente la festa dei SS. Pietro e Paolo, fare la barca di S. Piero.
La mamma, la nonna o qualche altro esponente della famiglia prendevano una ciotola o una bottiglia, la riempivano d’acqua e vi lasciavano cadere l’albume d’uovo.
Il recipiente, posto all’esterno ed in luogo riparato, veniva lasciato riposare per l’intera notte. L’albume fermentando, creava nell’acqua una sorta di filamenti e ramificazioni sospese che con una certa dose di fantasia, tipica dei bambini ai quali questa tradizione è rivolta, potevano corrispondere alle vele della barca che il Santo utilizzava nei suoi viaggi.
Nelle tradizioni rurali poi questo manifestarsi dell’imbarcazione era di buon auspicio perché preannunciava raccolti abbondanti (tanti più erano gli alberi della barca e tanto più abbondante era il raccolto).
Il giorno successivo dei Santi Pietro e Paolo poi, sul Garda, si dava inizio, almeno in passato, alla stagione dei bagni. Era infatti superstizione che il giorno 29 giugno Pietro riemergesse dagli scuri fondali lacustri per prendere con sé un povero malcapitato, quindi nessuno almeno in questo giorno, si fidava a tuffarsi nelle acque gardesane.
In certe zone del lago la tradizione racconta che fosse la mamma dell’apostolo a trascinare la vittima per i piedi. Ignoro tuttavia i motivi che potrebbero spingere la madre di un apostolo ma anche dell’apostolo stesso ad un gesto così efferato.
Si tratta ovviamente di folclore che purtropppo qualche volta la statistica ha accompagnato a tragici episodi di cronaca; è capitato infatti che poveri malcapitati, per motivi non certo legati alle pretese del Santo, annegassero in questo giorno nelle acque del Garda.
Il più delle volte si è trattato di nuotatori poco esperti o di gente che buttandosi di colpo nelle fredde acque del lago è rimasta suo malgrado vittima di shock termici (sincope da idrocuzione).
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SS Pietro e Paolo e la tradizione della barca
29 giugno 2010Che fine hanno fatto i rematori?
13 maggio 2010
Carmelo, un nostro amico visitatore ci ha mandato per e-mail una originale leggenda che narra le gesta eroiche di uno sfortunato gruppo di rematori.
E’ una vecchia storia che lo incuriosisce e lo appassiona; la pubblichiamo per lui nella sezione delle leggende sperando che qualcuno possa in qualche modo aiutarlo a raccogliere qualche informazione in più.
Leggi la leggenda: “Che fine hanno fatto i rematori?”
Noi lo ringraziamo per la sua storia e invitiamo tutti coloro che volessero partecipare al nostro blog con il proprio materiale (leggende, recensioni di viaggi, recensioni di diving, schede di pesci, fotografie, articoli e tutto quello che vi passa per la testa) a farsi avanti e contattarci alla nostra e-mail aolamagna@gmail.com.
Sarà per noi un vero piacere pubblicarvi.













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