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Tartarughe in un mare di plastica

Turtle in trouble

L’Oceano, ma anche il mare Mediterraneo, è ormai un luogo insicuro per le tartarughe. Lo dice una relazione presentata in occasione della International Marine Debris Conference di Honolulu che ha evidenziato come la massiccia presenza di materiali plasici nelle acque oceaniche metta seriamente a repentaglio la sopravvivenza delle testuggini marine.
Per rendere ancora più enfatica la relazione, durante la conferenza è stata riportata la storia di una tartaruga che nel 2009 aveva ingerito una tale quantità di plastica da metterci un mese per riuscire a ripulirsi. Palloncini, siringhe, pezzi vari di plastica morbida e dura, un tappeto, delle palle di catrame, questo quanto defecato dal povero animale durante la sua convalescenza.
Ricordiamo che ad oggi l’80% dei rifiuti che si accumula sul pianeta (terra, mare) è costituito da materiale plastico, un dato questo che ci dovrebbe far riflettere.

Una nuova idroambulanza per il Lago di Garda

La nuova idroambulanza della Croce Rossa Italiana – Gruppo Bardolino Baldo Garda – verrà varata Sabato 26 Marzo alle ore 15:00, sul Lungolago di Bardolino.   Si tratta di uno speciale gommone cabinato RIB (Rigid Inflatable Boat), lungo ben 10 metri e dotato di potenti motori fuoribordo da 250 cavalli ciascuno. Il mezzo, dotato di tutti gli equipaggiamenti ed i presidi sanitari tipici delle autoambulanze,  costituisce sicuramente un importante contributo alla sicurezza di tutti gli utenti delle acque del Garda.

leggi l’articolo di VelaItaliaMare.

Perquisite in Australia le navi di Sea Shepherd

Anche quest’anno, il quarto consecutivo, la polizia federale australiana, su richiesta delle autorità nipponiche, ha perquisito le imbarcazioni di Sea Shepherd al loro attracco in Australia e probabilmente come per ogni anno, l’organizzazione che si batte contro la caccia indiscriminata dei cetacei, passerà indenne i controlli.
Significativa la frase del leader dei Verdi australiani Bob Brown che in risposta al governo di Tokyo per le continue pressioni contro l’organizzazione animalista ha tuonato, riferendosi al governo australiano “il nostro governo dovrebbe chiedere che sia la polizia giapponese a perquisire le baleniere che ritornano dall’Oceano Antartico, a sequestrare i loro libri di bordo e i video dei loro massacri nelle acque antartiche” ricordando che sono proprio i nipponici a eludere le moratoria internazionale di caccia alle balene adducendo a ricerche scientifiche che non producono risultati ma prodotti da banco a base di balena!
Ricordiamo che l’Australia ha citato in giudizio presso la Corte Internazionale di giustizia il Giappone per violazione del “santuario delle balene” nei mari antartici ma che la Corte non emetterà alcun pronunciamento prima del 2013 (nemmeno fossimo in Italia! :-) ).
Intanto fino a quella data altre balene verranno assassinate inutilmente…

Una liuto spiaggiata in Sicilia.

Sorprendente ritrovamento, nella mattinata del 16 febbraio scorso, di una grossa tartaruga marina in evidente difficoltà sul litorale di Realmonte, in provincia di Agrigento. Un raro esemplare di tartaruga liuto Dermochelys coriacea, di oltre 200 chili di peso, con un carapace del diametro di circa un metro e mezzo, si era spiaggiata e non riusciva a riguadagnare il mare. La tartaruga, che presentava alcune ferite superficiali, è stata ricoverata nel vicino Centro Recupero della fauna selvatica e delle tartarughe marine del Cts per gli accertamenti e le cure del caso.
La liuto è una tartaruga molto rara nei nostri mari e l’ultimo avvistamento è avvenuto nel 2006 al largo di Gallipoli . E’ la più grande fra le tartarughe marine, la liuto normalmente vive negli oceani in zone subtropicali ed è annoverata nella lista rossa delle specie a rischio estinzione.

Rossella, così è stata battezzata dagli operatori del CTS intervenuti in suo soccorso, non appena sarà ristabilita, verrà liberata in mare.

Arrivano sul Lago di Garda i tuffi da grande altezza.

Sarà a  Malcesine il 24 luglio prossimo la tappa italiana del Red Bull Cliff  Diving World series 2011, la più importante competizione internazionale di tuffi da grande altezza ormai giunta alla terza edizione. Sette gare impegnative, da marzo a settembre 2011, 12 tuffatori provenienti da 8 nazioni, si salta da oltre 20  metri di altezza, 3 secondi di volo mozzafiato, 85 km/h la velocità della caduta libera. Si parte da Rapa Nui sull’Isola di Pasqua (Cile), poi Yucatan in Messico, Atene in Grecia, La Rochelle in Francia, Malcesine in Italia, Boston (Usa) e Yalta in Ucraina.

Nella tappa gardesana i tuffatori del Red Bull Cliff Diving daranno spettacolo al Castello Scaligero tuffandosi da una piattaforma posta a 27 metri di altezza.

Denis Palbiani: oltre la fotografia

Domenica 27 febbraio presso la cantina Albinea Canali – Reggio Emilia – proiezioni di diaporama del campione del mondo di fotografia subaquea Denis Palbiani. Oltre alla sua passione per il mare Denis ha saputo, in questo ultimo periodo, sperimentare una fotografia artistica che esprime l’intensità di chi sa andare oltre…

Anguille alla diossina, via ai controlli

imgp0068Con ogni probabilità questa settimana le Regioni Veneto, Lombardia e la Provincia autonoma di Trento appalteranno ad un’unica ditta le indagini per il monitoraggio ittico, della qualità delle acque e ambientali su tutte le sponde del lago.
I controlli si svolgeranno in due fasi, la prima, che durerà una decina di giorni, interesserà le anguille (ricordiamo l’unico pesce tra quelli analizzati a presentare tracce di diossina), la seconda che durerà invece una quindicina di giorni e che prenderà in esame tutte le altre specie ittiche.
Altri 30 giorni saranno dedicati al monitoraggi ambientale che non riguarderà solo la ricerca di diossina e Pcb ma anche altri agenti inquinanti come metalli pesanti, pesticidi, ecc.
Dai risultati dei due monitoraggi deriveranno poi le decisioni e gli eventuali necessari provvedimenti.

Fonte: quotidiano l’Arena di Verona

Sardine, acciughe e aringhe padrone degli oceani

La scomparsa dagli oceani dei predatori quali squali e tonni, vittime di una pesca da tempo dissennata, sta provocando un vero e proprio boom demografico di pesce azzurro tra cui acciughe, sardine e aringhe che hanno più che raddoppiato negli ultimi 100 anni la loro popolazione in mari ed oceani.
Lo studio, portato avanti dai ricercatori dell’University of British Columbia, usando i dati a partire dal 1880 ha dimostrato come la popolazione di squali, tonni e salmoni si sia, negli ultimi 120 anni, ridotta di due terzi con un crollo del 54% a partire dal 1970.
La diminuzione di questi predatori ha conseguentemente provocato l’esplosione demografica delle loro prede che negli stessi anni si è più che raddoppiata. La causa di tutto questo è, secondo gli studiosi, da ricercarsi esclusivamente nella pesca intensiva praticata dall’uomo che, fuori da ogni regola, ha completamente rovesciato l’equilibrio marino.
La proliferazione delle specie in questione, offre agli scenziati scenari preoccupanti, dato che nutrendosi in prevalenza di plancon potrebbero aumentare il rischio di una sovrapproduzione di alghe con conseguenze dannose alla corretta ossigenazione degli oceani.
Secondo Villy Christensen, uno dei relatori di questa ricerca, una ricetta per arginare questo problema potrebbe essere quella di indurre i consumatori a cibarsi maggiormente di aringhe e sardine e meno di tonni e squali in modo da non alterare l’equilibrio della catena alimentare marina riequilibrando di conseguenza anche le popolazioni delle varie specie.