Leggenda tratta dal libro “L’Alice delle Meraviglie” di Mitì Vigliero (Editore Marsilio, 1998, IBSN ISBN 88-317-7059-4)
Tanti anni fa splendeva nel firmamento una famigliola di stelle, le Engrauline, molto piccole ma molto luminose e, purtroppo anche molto vanitose. Ogni notte si specchiavano nell’acqua del mare e rivolgendosi alle Pleiadi strepitavano: “guardate che bella la nostra luce, è come argento puro !” E alla Via Lattea: “guardate i nostri riflessi come palpitano sulla superficie del mare”. E ai pianeti: “guardate quanto ci ammirano gli uomini”. Stelle e pianeti le sopportavano educatamente sperando che il loro continuo vocìo ogni tanto si interrompesse. Ma le stelline continuavano a ciarlare anche durante il giorno perché non amavano la luce del Sole che le oscurava. Una notte la luna piena si rifletteva sul mare e sembrava una distesa di platino. Le stelline, invidiose, presero ad insultarla:”E’ più grande di noi e per questo si crede più bella; ma non vedi quanto è grassa e che facciona larga e tonda che ha ?”. La Luna, sentendo quelle frasi maligne cominciò a piangere. Il buon Dio allora perse la pazienza: “Ho ascoltato per anni le vostre voci superbe” disse severamente “e sono sempre stato paziente con voi. Ora basta. Vi toglierò dal Cielo e vi manderò nel luogo che vi piace usare come specchio, levandovi anche la voce.” Con un gesto imperioso della mano strappò dal firmamento le petulanti Engrauline gettandole nel mare. “Ecco” disse loro “ora gli uomini potranno godere sempre del vostro splendido color argenteo, che però non sarà più fisso nel cielo ma fuggevole come un sospiro. Da oggi sarete costrette a correre, a stancarvi, a patir la fame e la paura. Gli uomini vi apprezzeranno non solo per i vostri riflessi ma anche come cibo. Infine, come pesci, finalmente starete per sempre zitte !”. Fu così che i Mari del mondo si popolarono delle acciughe.
Usanze, proverbi e curiosità
Le acciughe hanno ispirato anche svariati proverbi e modi dire, eccone alcuni:
di una persona magra e sottile si dice che “è un’acciuga”. Con il detto “pigiati come acciughe” si allude a quelle sotto sale conservate ben schiacciate nei barili; con “far l’acciuga in barile” si intende non esporsi, passare inosservati, proprio come le acciughe nel barile, del tutto simili le une alle altre. Si dice ancora, ad indicare una cosa di scarso valore che “vale come l’argento delle acciughe”, i riflessi argentei delle acciughe scompaiono infatti poco dopo averle pescate. I francesi usano dire che “Una piccola acciuga nel piatto vale più che un tonno in mare” , gli spagnoli ci ricordano invece che “la piccola acciuga nuota tanto quanto la grossa cernia” mentre i portoghesi, per indicare un fatto impossibile, dicono “sentir cantare le acciughe nell’acqua”. I genovesi, per descrivere una persona un pò stupida, dicono che “ha il cervello come un’acciuga”, perchè questi pesciolini hanno un cervello minuscolo ma forse anche perchè vengono conservati senza testa. Infine, quando per difendersi dai predatori, prevalentemente tonni ed alalunghe, le acciughe si riuniscono in grandi sfere scintillanti si dice che “fanno il pallone” e così le ha cantate anche il grande De Andrè…












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L’acciuga mi piace, è un pesciolino piccolo, furbo , riesce a sorprendermi con tutte le sue incredibili curiosità letterarie e linguistiche. Ora, cantato da De Andrè, è pure affascinante!
Bellissimo articolo! Bravo Rodolfo
Sono felice che sia la mia leggenda delle acciughe sia i contenuti tratti dal mio libro “L’Alice dele Meraviglie” (Marsilio) ti siano piaciuti. Ti pregherei solo di mettere il nome e il link di appartenenza. Grazie
Con infinito piacere, ecco il link al racconto:
http://www.vigliero.com/acci1.html
tratto da “L’ALICE DELLE MERAVIGLIE (Marsilio, 1998, ISBN 88-317-7059-4)
Storia, curiosità e ricette dell’acciuga, “pane del mare” acquistabile su http://www.libreriauniversitaria.it e anche su http://www.liberonweb.com
In più, sperando di aver fatto cosa gradita, abbiamo linkato il suo sito al nostro.
Grazie per la segnalazione
Alessandro