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Puttane e balene… pochissime le balene

22 giugno 2010

In questi giorni in Marocco si sta decidendo sul destino della caccia alle balene. Ovviamente tra gli Stati più interessati alla questione ci sono in testa Giappone, Norvegia e Islanda che praticano la caccia ed il commercio delle carni di questi sfortunati cetacei.

Dal corriere.it è interessante leggere a che livello si sia arrivati per corrompere piccoli staterelli a votare a favore di una riapertura della caccia contro le moratorie internazionali più volte violate da questi stati.

Sempre in tema di conti scottanti, si legge su Abc News che i tentativi giapponesi di comprare i voti dei rappresentanti presenti in Marocco abbiano raggiunto livelli preoccupanti: camere d’albergo pagate per tutti da parte dei giapponesi, e prostitute offerte in cambio del loro voto a molti degli 88 delegati. Ma la Commissione non conferma queste voci e informa che sta ancora indagando sull’accaduto.

Io sto con le balene!

10 maggio 2010

Paul Watson

E’ stato un primo maggio un po’ triste per l’organizzazione di Sea Shepherd, la guardia costiera nipponica ha infatti richiesto un mandato di cattura internazionale all’Interpol per Paul Watson, eroico Presidente nonché fondatore della Sea Shepherd Conservation Society, l’associazione che da anni lotta per difendere le balene da una caccia spietata e sconsiderata.
L’accusa alla base di questa richiesta di mandato di cattura internazionale sarebbe quella di aver ordinato ai suoi associati di ostacolare le baleniere nipponiche durante le battute di caccia nel mare Artico.
Questo mandato è da collegarsi strettamente alle indagini che sono seguite dopo la cattura di Peter Bethune avvenuta a marzo. Bethune, a capo dell’ipertecnologica imbarcazione Ady Gil, era stato vittima di un violento scontro in mare con una delle navi scorta alle baleniere nipponiche, la Shonan Maru 2, che l’aveva prima speronata e poi fatta affondare.

La lotta quindi tra Sea Sheperd e le autorità nipponiche oltre che nei mari, ora sembra spostarsi anche ad un livello più alto fatto di aule di tribunali internazionali e centrali di polizia. Non sappiamo chi tra i due vincerà questa lotta che ai più appare impari, una sola organizzazione non sembra infatti poter opporsi al governo di una superpotenza mondiale, ma sicuramente noi di aolamagna sappiamo per chi tifare!

Fonte: Swissinfo.ch

La cacca delle balene aiuta gli oceani

24 aprile 2010

Litografia del 1856 rappresentante una scena di caccia alle balene tratta dal sito di Wikipedia

In agricoltura si sa non si butta via niente e spesso gli escrementi degli animali vengono utilizati per tonificare i terreni e riequilibrarne i sali minerali dopo il raccolto. Questa tecnica utilizzata dalla notte dei tempi è la soluzione più naturale ed economica dato che si basa sul riciclo di sostanze organiche come, ad esempio, il letame prodotto dai bovini ed il guano prodotto dagli uccelli.

Se tutto questo ai nostri occhi appare, proprio perché abituati da sempre a vederlo, una prassi del tutto naturale, non deve stupirci che nemmeno nell’habitat marino la cosa possa essere tanto differente. Infatti, secondo i ricercatori dell’Australian Antarctit Division, le feci prodotte dai cetacei sarebbero il rimedio naturale migliore per porre un freno all’inquinamento dei mari ed al surriscaldamento del globo terrestre (effetto serra).

Gli studiosi, rappresentati dal ricercatore Stephen Nicol, hanno infatti dimostrato come l’incremento della popolazione delle balene, porti ad un conseguente aumento del fitoplancton (la parte vegetale del plancton) presente nei mari ed alla base della catena alimentare. Proprio all’incremento di queste minuscole alghe si deve una maggiore capacità di assorbimento della CO2 (anidride carbonica)  degli oceani e dei mari.

Questo aumento della popolazione del fictoplancton sarebbe in realtà dovuto alla forte presenza di ferro negli escrementi delle balene. Il ferro infatti, unitamente all’anidride carbonica, è una delle sostanze utilizzate da questi organismi, di solito unicellurari, per la produzione tramite processi di sintesi, di sostanze organiche, carboidrati ed ossigeno.

Il fictoplancton è a sua volta l’alimento principale del krill, minuscoli gamberetti che sono alla base della dieta delle balene. L’aumento quindi del primo alimento alla base della catena alimentare provoca conseguentemente l’aumento della popolazione delle balene che con i loro escrementi rifocillano questi utilissimi vegetali che ricordiamolo sono i responsabili di oltre il 50% delle emissioni di ossigeno in tutto il pianeta.

In buona sostanza quindi la cacca delle balene, concimando l’acqua degli oceani e dei mari, assume anche per l’uomo un’importanza fondamentale. Ecco quindi un altro buon motivo per opporsi alla loro caccia aiutando quelle associazioni di animalisti come GreenPeace che da anni combattono contro lo sfruttamento dei mari. La loro incolumità, in fondo, migliora anche la nostra vita.