Tag Archives: caccia alle balene

Perquisite in Australia le navi di Sea Shepherd

Anche quest’anno, il quarto consecutivo, la polizia federale australiana, su richiesta delle autorità nipponiche, ha perquisito le imbarcazioni di Sea Shepherd al loro attracco in Australia e probabilmente come per ogni anno, l’organizzazione che si batte contro la caccia indiscriminata dei cetacei, passerà indenne i controlli.
Significativa la frase del leader dei Verdi australiani Bob Brown che in risposta al governo di Tokyo per le continue pressioni contro l’organizzazione animalista ha tuonato, riferendosi al governo australiano “il nostro governo dovrebbe chiedere che sia la polizia giapponese a perquisire le baleniere che ritornano dall’Oceano Antartico, a sequestrare i loro libri di bordo e i video dei loro massacri nelle acque antartiche” ricordando che sono proprio i nipponici a eludere le moratoria internazionale di caccia alle balene adducendo a ricerche scientifiche che non producono risultati ma prodotti da banco a base di balena!
Ricordiamo che l’Australia ha citato in giudizio presso la Corte Internazionale di giustizia il Giappone per violazione del “santuario delle balene” nei mari antartici ma che la Corte non emetterà alcun pronunciamento prima del 2013 (nemmeno fossimo in Italia! :-) ).
Intanto fino a quella data altre balene verranno assassinate inutilmente…

Greenpeace vende la Rainbow Warrior II

La Rainbow Warrior II è in vendita. L’operazione virtuale lanciata da GreenPeace servirà a finanziarne la costruzione della nuova Rainbow Warrior III.  Se desiderate contribuire alla nascita della nuova Rainbow Warrior, il sito dedicato è www.greenpeace.org/anewwarrior.
Con un semplice click potrete ingrandire ogni angolo della nave, selezionare il pezzo preferito e acquistarlo online, fare un tour virtuale in 3D e documentarsi con le video-storie raccontate dai membri dell’equipaggio.
Ogni donatore potrà inoltre scrivere una dedica personale sul sito web dell’ammiraglia di Greenpeace e seguire in diretta la costruzione attraverso una webcam installata presso il cantiere Fassmer a Brema, in Germania.

Rainbow Warrior III - progetto in grafica

Gli oggetti acquistati solo virtualmente rimarranno a bordo dell’imbarcazione mentre a casa riceverete un certificato attestante il vostro generoso contributo. In più, nella sala conferenze della Rainbow Warrior III vedrete scritto il vostro nome sul muro delle dediche.
La nuova Rainbow Warrior è la prima nave costruita appositamente per portare avanti le campagne ambientali di Greenpeace e giocherà un ruolo chiave nel futuro dell’organizzazione. Lanciata nel 1978, la prima Rainbow Warrior fu affondata dai Servizi segreti francesi a Auckland nel 1985. La seconda nave ha assunto i colori di Greenpeace nel 1989 e ora è arrivato il momento del suo ritiro. Il lancio della Rainbow Warrior III è previsto per l’autunno del 2011.

Sea Shepherd ferma il Giappone: stop alle baleniere in antartico

A piccole tappe ma Sea Sheperd grazie alle sue pressioni è riuscita a far sospendere la caccia delle baleniere giapponesi nell’Antartico.
A riferirlo è l’Agenzia della pesca giapponese la quale ha informato che il peschereccio Nisshin Maru, inseguito da Sea Shepherd, ha sospeso l’attività dal 10 febbraio per ragioni di sicurezza.
Ricordiamo che dal 1986 la caccia alle balene per scopi commerciali è stata vietata ma paesi come il Giappone aggirano questo divieto adducendo che la pratica di cacciare i cetacei viene svolta per scopi legati alla ricerca scientifica. Una ricerca che poi finisce sulle tavole nipponiche!

Puttane e balene… pochissime le balene

In questi giorni in Marocco si sta decidendo sul destino della caccia alle balene. Ovviamente tra gli Stati più interessati alla questione ci sono in testa Giappone, Norvegia e Islanda che praticano la caccia ed il commercio delle carni di questi sfortunati cetacei.

Dal corriere.it è interessante leggere a che livello si sia arrivati per corrompere piccoli staterelli a votare a favore di una riapertura della caccia contro le moratorie internazionali più volte violate da questi stati.

Sempre in tema di conti scottanti, si legge su Abc News che i tentativi giapponesi di comprare i voti dei rappresentanti presenti in Marocco abbiano raggiunto livelli preoccupanti: camere d’albergo pagate per tutti da parte dei giapponesi, e prostitute offerte in cambio del loro voto a molti degli 88 delegati. Ma la Commissione non conferma queste voci e informa che sta ancora indagando sull’accaduto.