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Tecniche di caccia

Super intelligenti questi cetacei!

Sponging: il delfino usa una spugna, che “si mette” sul muso, per difendersi da prede difficili o urticanti, come i ricci. È il primo caso scoperto dell’uso di uno strumento in un animale marino.

Kerplunking: sputando acqua o spostandola con la coda, spinge le prede a uscire dai loro nascondigli.

Conching: sollevare le conchiglie senza mollusco ma con un pesce dentro finché l’ignara preda non scivola fuori e cade nella bocca del delfino.

Una grossa conchiglia, priva di mollusco, ma che contiene un pesce; sollevarla fuori dal mare; far scorrere fuori l’acqua; afferrare al volo la preda inconsapevole. È la nuova tecnica di caccia messa a punto dai delfini di Shark Bay, in Australia occidentale. Gli astuti sono i  (Tursiops aduncus, molto simile al tursiope dei nostri mari, che appartiene alla specie Tursiop truncatus) osservati da studiosi della Murdoch university di Perth.  

 Pare non sia una novità da queste parti, alcuni anni fa alcuni individui della stessa specie, sempre nella Shark Bay, erano stati osservati mentre “indossavano” sul muso spugne staccate dal fondo del mare per difendersi dalle prede piene di spine o troppo ostiche.

Il trasferimento di conoscenze avverrebbe in orizzontale,  modalità simile all’insegnamento umano, nel quale gli adulti passano le conoscenze ai piccoli della specie, anche se non sono imparentati. Con tale  trasferimento orizzontale la diffusione delle conoscenze è molto più veloce.

 www.focus.it

Isole Faeroe: il massacro

 La barbarie umana non ha confini!

Il 19 luglio 2010, un branco di 263 delfini globicefali è stato sterminato senza pietà presso la città di Klaksvik nelle Isole Faeroe, territorio danese. La grind è un metodo crudele di caccia alla balena che prevede che i cetacei siano spinti all’interno di baie per poi tagliare coi coltelli la loro spina dorsale.Peter Hammarstedt, l’agente di Sea Shepherd che operava in segretezza e che  soggiornava in incognito tra i feroci isolani ha potuto documentare il massacro: maschi, femmine incinte e che allattavano, animali non maturi e cuccioli non ancora nati, ancora attaccati alle loro madri dal cordone ombelicale. Un intero branco che un tempo nuotava liberamente nell’Atlantico settentrionale è stato sterminato in un unico bagno di sangue” ha dichiarato Hammarstedt. La grind dei delfini globicefali che avviene alle Faeroe è simile all’annuale massacro dei delfini che ha luogo a Taiji, in Giappone, e che è stato documentato nel film The Cove, insignito di riconoscimenti internazionali. La differenza principale sta nel fatto che alle Faeroe ci sono almeno diciotto diverse baie dove una grind potrebbe potenzialmente avvenire, anziché in un’unica baia come a Taiji, il che rende molto più difficile prevedere dove avranno luogo le uccisioni o giungere in tempo per intervenire e prevenire gli assassinii.

I delfini globicefali sono classificati come “rigorosamente protetti” in base alla Convenzione sulla Conservazione della Vita Selvatica e dell’Ambiente Naturale in Europa. Permettendo che il massacro continui nelle Faeroe, la Danimarca non sta rispettando i propri obblighi quale nazione firmataria della convenzione. Info:www.agireora.org/info/news_dett.php?id=1007
Scriviamo all’ambasciata danese in Italia per far sentire la nostra voce. Certamente risponderanno che le isole sono indipendenti e la Danimarca non puo’ intervenire, ma questa e’ chiaramente solo una scusa. Scriviamo a:
romamb@um.dk

Il lutto del mare

Cinquemila delfini intrappolati, il dramma di anatre, fenicotteri, pellicani che abitano il delta,  strage di tartarughe…80% di greggio sulle spiagge, il resto e chissà quanto ancora disperso nel mare

VENICE (Louisiana) – In cielo gli aerei che seminano solventi chimici e gli elicotteri che seguono il percorso dell’isola di petrolio.  In mare le barche e i «trawler» che, anziché stendere le loro reti, aiutano la guardia costiera a calare in acqua barriere di gomma nel tentativo di arginare la marea nera. A terra cresce lo sgomento, la rabbia impotente dei pescatori.  Nelle acque del Golfo sono intrappolati cinquemila delfini, megattere nuotano incoscienti del pericolo a fianco della marea nera. Una trentina di esemplari di tartarughe sono stati ritrovati senza vita sulle coste, alcuni in avanzato stato di decomposizione. La paura è che siano state vittime del petrolio disperso nel mare dopo l’inabissamento della Stazione petrolifera della BP. Gli esperti dell’Istituto per gli Studi sui Mammiferi Marini stanno analizzando i cadaveri per stabilire le cause della morte.

La vita nella Venezia del delta del Mississippi — il luogo scelto dall’isola galleggiante di olio e bitume per unirsi alla terraferma — non è mai stata facile. Il groviglio di canali che tagliano paludi, acquitrini e la terra fangosa portata dal fiume, è un ecosistema straordinariamente vitale —colonie di cormorani, anatre, fenicotteri, pellicani e cento altre varietà di uccelli — mentre la confluenza di acque dolci e salate produce una ricchezza di fauna marina che fa la gioia di chi pesca per sport e anche di chi così si guadagna da vivere.

Non preoccupatevi…  BP PAGHERA’ IL CONTO A TUTTI TRANNE AL MARE E AL SUO ECOSISTEMA!!!

 - Quanto al costo economico che si aggiungerà a quello ambientale, Obama ha precisato che sarà la British Petroleum, la compagnia petrolifera titolare della piattaforma da cui è fuoriuscito il greggio, a pagare il prezzo del disastro ambientale nel Golfo del Messico, ovvero tutte le necessarie opere di bonifica. «La Bp è responsabile di questa perdita – ha detto il presidente senza girarci attorno – e la Bp pagherà il conto». La stessa compagnia, in ogni caso, già nei giorni scorsi si era detta disponibile a farsi carico degli oneri economici relativi alla pulizia del vasto tratto di oceano contaminato. Per le zone colpite dalla catastrofe ambientale, ha poi aggiunto Obama, saranno previsti adeguati risarcimenti.-

Facciamo un po’ di conti…

La marea nera che sta per raggiungere le coste degli Usa non poteva arrivare in un momento peggiore: è questo infatti il periodo dell’anno in cui molte specie scelgono proprio il golfo del Messico per fare una sosta nelle migrazioni o per riprodursi. Ecco le dieci più a rischio.

…Aolamagna partecipa al lutto del mare

The Cove, docufilm da oscar sul triste destino dei delfini

The Cove, il film dossier sulla mattanza dei delfini nell’isola giapponese di Taiji ha portato a casa il premio Oscar come miglior documentario del 2009.

The Cove  è una laguna al centro di un parco nazionale in Giappone dove per sei mesi all’anno si danno appuntamento cacciatori di cetacei, pescatori e acquirenti occidentali disposi a spendere cifre folli per aggiudicarsi animali da esibire nei parchi acquatici.

Molta della pesca di questi animali è condotta illegalmente, si parla di più di 20 mila catture all’anno, appellandosi alla International Whaling Commission che permette la pesca dei piccoli esemplari.

Il 50% dei delfini che vivono in cattività muore nel giro di 2 anni. Jacques Costeau un giorno disse che «studiare il comportamento dei delfini partendo da quello degli esemplari in cattività è come pensare che l’umanità sia composta solo da chi è in carcere».

Non ci è chiaro se il film in Italia sia già uscito nelle sale o se dalle sale non passerà per finire direttamente in cassetta e siamo consapevoli che la nostra segnalazione (ringraziamo Matteo per avercelo fatto notare!) arriva sicuramente in ritardo, ma questo non significa che non si possa comunque prenderne visione.

Se poi si vuole sostenere la battaglia contro questa vergognosa mattanza è possibile compilare questa petizione on-line contro il Governo nipponico.

Segnaliamo poi i siti:
TheCoveMovie
OpSociety

Leggende

Miti e leggende del mare

Miti e leggende del lago di Garda

Le leggende riguardanti il Benaco sono rielaborazioni ispirate principalmente dal libro di Benedetto Lenotti “Le leggende del Lago di Garda” (Manfrini Editore – TN).

Idee regalo per il Natale

Secondo l’IUCN (International Union for Convervation of Nature) un terzo delle specie animali oggi presenti sulla Terra corre seri rischi di estinzione anche nel breve periodo.
L’ente ha da poco pubblicato la nuova lista rossa, un report annuale stilato da numerosi autorevoli scienziati che documenta le specie in pericolo e per le quali la società civile non fa abbastanza intervenendo, poco e male, soprattutto sulla preservazione e conservazione degli habitat e del clima che stenta a diventare una priorità dei governi mondiali.

I numeri fanno impressione; su 47.677 specie in elenco, a serio rischio di estinzione ne sono oggi oltre 17 mila costituito dal 21% da mammiferi, dal 70% dalle piante e dal 35% dagli invertebrati.
Tra i più a rischio figura il mondo degli anfibi, su una popolazione conosciuta di 6.285 specie, ben 1.895 sono a rischio 39 delle quali già presumibilmente scomparse.

Se la domanda che enti di questo tipo è stata cosa può fare la nostra società in un’emergenza che da un certo numero di specie si è spostata ad interi ecosistemi, la domanda che mi sono posto apprendendo questi numero è cosa posso fare io? Ecco perché ho trovato molto originale la proposta del WWF italiano di adottare un animale a distanza con diverse simpatiche possibilità, dal calendario, al peluche ad altre forme di semplice sostegno.

Per partecipare a questa simpatica opportunità basta andare sul sito WWF.it nell’area dedicata alle adozioni.

Mattanza dei delfini nelle Isole Faroe

Mattanza dei delfini nelle Isole Faroe

Per noi che siamo amanti di ciò che sta sotto, l’opportunità è quella di adottare un delfino specie considerata a rischio soprattutto per la pesca con reti illegali, in particolare le spadare che non gli permettono di riemergere per respirare, ed ovviamente per l’inquinamento dei mari.
Alla nostra incuranza, nel caso dei delfini, si può aggiungere l’orrore della stupidità dell’uomo quando per dimostrare inutilmente la propria virilità si rende protagonista di eccidi di massa come quelli che ogni anno si ripetono nelle isole Feroe in Danimarca.