Quando ho letto l’articolo sul sito del corriere.it non volevo crederci eppure sembra essere confermato, la BP non sa più a che Santi votarsi per fermare la marea nera che sta impestando le coste della Luisiana.
La cupola, nome per altro che in Italia evoca sinistri ricordi, che doveva essere sovrapposta alle falle sottomarine pare non aver prodotto i risultati sperati; si parla di fallimento vero e proprio. Il risultato purtroppo è drammaticamente sotto gli occhi di tutti. Il petrolio continua ad uscire recando i danni che tutti sappiamo.
Ecco che allora dopo due settimane di inutili tentativi e di accuse rimbalzate, la BP ha aperto tanto di numero verde e sito internet per raccogliere le idee di geni disoccupati. La filosofia, molto Italian Style, alla base di questa iniziativa è “Vuoi mai che qualcuno sia così pazzo da riuscirci!”.
Io ricordo di un tranviere milanese che una volta a Portobello, dal compianto Enzo Tortora, aveva proposto di radere al suolo il monte Turchino in Liguria per debellare la nebbia in val padana, magari qualche altro pazzo furioso potrebbe proporre, che so, di spostare la Jamaica per chiudere la falla oppure mettere delle super-eliche per convogliare il petrolio sulle coste africane perché tanto la basta pagare i governi e nessuno si lamenta.
Scusate la mia triste ironia, però mi fa sorridere (e molto amaro), l’idea che queste industrie dell’estrazione così ricche e tecnologicamente avanzante, non dispongano di sistemi di sicurezza in grado di porre rimedi a situazioni così critiche che sappiamo non essere la prima volta che si verificano.












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