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David Doubilet sul National Geographic

Il numero di luglio della famosa rivista sarà accompagnato dall’allegato “I grandi Fotografi” che questo mese ospita le fotografie di David Doubilet esperto e famoso fotografo subacquesto statunitense che in una serie di scatti ha immortalato le meraviglie del mondo sommerso. 
Ecco in anteprima un paio di scatti che troverete sulla rivista del National Geographic Italia.

North Sound, Isole Cayman
Una pastinaca mentre “veleggia” in perfetta sintonia nelle acque sottostanti una barca a vela.

Maldive
Un pesce pagliaccio tra i tentacoli di un anemone a bolle nelle acque prospicenti le isole delle Maldive.

Fonte: repubblica.it

Che fine hanno fatto i rematori?

Scrivo questa incredibile storia sperando che qualcuno ne sappia più di me e possa aiutarmi a scoprire se i Rematori siano esistiti realmente oppure no. Ho sentito questo racconto in due diverse occasioni, lo riporto qui per come lo ricordo.

Verso il 1880 a Capocerra (ma non sono sicuro che il nome della località sia questo) scoppiò un grande incendio durante la messa serale nella piccola chiesa sull’isolotto davanti al paese. Tutti fuggirono prontamente tranne un povero fabbro che non voleva lasciare alle fiamme la statua della Madonna alla quale aveva affidato i suoi fioretti e le speranze di un futuro migliore. La statua, sebbene di legno, era troppo pesante per essere trasportata da una sola persona, nessuno però aveva il coraggio di entrare di nuovo nella chiesa. Ad aiutarlo fu solo il notaio, proprio il più ricco del paese. Insieme riuscirono a trascinare fuori la statua, ma il calore e il fumo che ormai riempivano l’intera isola continuavano ad annerirla e a scioglierne il colore. Il notaio e il fabbro si guardarono e, senza esitazione, si capirono al volo. La statua doveva essere portata via. Subito.

Con un ultimo sforzo la posarono nella barca e remarono fino alla spiaggia. Una volta arrivati, furono acclamati da tutti come gli “eroi rematori” che, da soli, avevano salvato la coscienza di un intero paese. Da quel giorno gli abitanti di Capocerra condussero ogni anno la processione della Madonna per mare, onorando il sacrificio dei suoi coraggiosi compaesani, i soli cui spettò sempre il privilegio di guidare la barca con la statua.

Ben presto i Rematori crebbero di numero. Seguendo l’esempio del notaio e del fabbro, rimasero al fianco del loro popolo con umiltà e discrezione. La gente sapeva di poter contare su di loro. Sapeva che avrebbero fatto di tutto per loro. E fu proprio questo il problema.

Una notte il ricco mercante del paese costrinse i suoi pescatori a uscire in barca nonostante il temporale. I pescatori sapevano che sarebbe stato più prudente restare in porto ma, non potendo discutere gli ordini, si prepararono a salpare. Percorse poche miglia, si accorsero che non avrebbero potuto proseguire o la corrente li avrebbe trascinati fuori rotta. Il paese, ignaro, dormiva. Ma quelle piccole luci all’orizzonte attirarono l’attenzione di un giovane contadino che diede l’allarme. Subito dopo un gruppo di uomini si ritrovò sulla spiaggia. In un attimo essi portarono le barche in acqua e raggiunsero le lampare in difficoltà. Riuscirono a salvare quasi tutti quella sera, ma per l’imbarcazione più lontana, quella che era partita per prima, non poterono far nulla.

La mattina dopo in paese non si parlava d’altro. Quasi nessuno sapeva cosa fosse successo e le voci che circolavano avevano già il sapore delle leggende. Il ricco mercante accusò dell’accaduto i Rematori. Troppo poveri e affamati per perdere il lavoro, i pescatori sopravvissuti non ebbero il coraggio di dire la verità.

 I Rematori furono allontanati e dimenticati, e presto di loro non se ne seppe più nulla.

 Questo è quanto ho saputo. Spero qualcuno potrà darmi conferme.

Carmelo Lucania

Il lutto del mare

Cinquemila delfini intrappolati, il dramma di anatre, fenicotteri, pellicani che abitano il delta,  strage di tartarughe…80% di greggio sulle spiagge, il resto e chissà quanto ancora disperso nel mare

VENICE (Louisiana) – In cielo gli aerei che seminano solventi chimici e gli elicotteri che seguono il percorso dell’isola di petrolio.  In mare le barche e i «trawler» che, anziché stendere le loro reti, aiutano la guardia costiera a calare in acqua barriere di gomma nel tentativo di arginare la marea nera. A terra cresce lo sgomento, la rabbia impotente dei pescatori.  Nelle acque del Golfo sono intrappolati cinquemila delfini, megattere nuotano incoscienti del pericolo a fianco della marea nera. Una trentina di esemplari di tartarughe sono stati ritrovati senza vita sulle coste, alcuni in avanzato stato di decomposizione. La paura è che siano state vittime del petrolio disperso nel mare dopo l’inabissamento della Stazione petrolifera della BP. Gli esperti dell’Istituto per gli Studi sui Mammiferi Marini stanno analizzando i cadaveri per stabilire le cause della morte.

La vita nella Venezia del delta del Mississippi — il luogo scelto dall’isola galleggiante di olio e bitume per unirsi alla terraferma — non è mai stata facile. Il groviglio di canali che tagliano paludi, acquitrini e la terra fangosa portata dal fiume, è un ecosistema straordinariamente vitale —colonie di cormorani, anatre, fenicotteri, pellicani e cento altre varietà di uccelli — mentre la confluenza di acque dolci e salate produce una ricchezza di fauna marina che fa la gioia di chi pesca per sport e anche di chi così si guadagna da vivere.

Non preoccupatevi…  BP PAGHERA’ IL CONTO A TUTTI TRANNE AL MARE E AL SUO ECOSISTEMA!!!

 - Quanto al costo economico che si aggiungerà a quello ambientale, Obama ha precisato che sarà la British Petroleum, la compagnia petrolifera titolare della piattaforma da cui è fuoriuscito il greggio, a pagare il prezzo del disastro ambientale nel Golfo del Messico, ovvero tutte le necessarie opere di bonifica. «La Bp è responsabile di questa perdita – ha detto il presidente senza girarci attorno – e la Bp pagherà il conto». La stessa compagnia, in ogni caso, già nei giorni scorsi si era detta disponibile a farsi carico degli oneri economici relativi alla pulizia del vasto tratto di oceano contaminato. Per le zone colpite dalla catastrofe ambientale, ha poi aggiunto Obama, saranno previsti adeguati risarcimenti.-

Facciamo un po’ di conti…

La marea nera che sta per raggiungere le coste degli Usa non poteva arrivare in un momento peggiore: è questo infatti il periodo dell’anno in cui molte specie scelgono proprio il golfo del Messico per fare una sosta nelle migrazioni o per riprodursi. Ecco le dieci più a rischio.

…Aolamagna partecipa al lutto del mare

Polpo curioso o cineamatore?

Immaginate un bel fondale marino, un polpo e un sub.
Il subacqueo, affascinato dalla creatura, vuole immortalare con la sua videocamera l’incontro, ma il polpo incuriosito dall’oggetto glielo strappa letteralmente dalle mani e se ne va a spasso. Il tutto viene ripreso dalla videocamera.
E’ successo realmente a Victor Huang durante un’immersione nelle acque della Nuova Zelanda.
Il subacqueo, preso alla sprovvista da un grosso polpo per nulla intimidito dall’obiettivo, si vede rubare la videocamera. L’attacco è stato fulmineo, come si vede dal video. Inizialmente il sub era terrorizzato, pensava solo a liberarsi dai tentacoli dell’animale. Solo dopo qualche secondo ha capito che il polpo non ce l’aveva con lui, ma con la videocamera. A quel punto ha mollato la presa, lasciando che il ladro scappasse con l’oggetto del contendere. Il polpo è fuggito con la telecamera tra i tentacoli, ma questa era ancora accesa e ha ripreso l’insolito video. In sovraimpressione ci sono i commenti del sub che racconta l’accaduto.
Il ladro, fuggito rapidissimo lungo il fondale con il suo bottino, viene rincorso da Victor. Solo dopo un lungo inseguimento il sub lo raggiunge e, dopo averlo distratto con un arbalete, riesce a fargli mollare la presa sulla telecamera.

Torna a Marettimo la Foca Monaca

Sono stati avvistati nei giorni scorsi alcuni esemplari di foca monaca nelle acque  di Marettimo, l’isola siciliana che fa parte delle riserva marina delle Egadi, al largo della costa di Trapani. Lo ha reso noto il Ministero dell’Ambiente, precisando che la prima segnalazione risale al 31 Marzo scorso, ad opera di un pescatore locale che ha avvistato un esemplare di foca monaca nei pressi della Grotta del Cammello, proprio il luogo prediletto dalle foche monache che, un tempo, popolavano le acque di Marettimo.

Nei giorni seguenti l’avvistamento si è ripetuto ed ha riguardato anche una coppia con un cucciolo. Fino agli anni ’50, la foca monaca era presente in gran numero nelle acque delle Egadi, al punto da rappresentare un grave problema per i pescatori poiché rompeva e depredava le reti. Per questo motivo veniva cacciata,  in una sorta di guerra tra poveri nella quale era inevitabilmente destinata a soccombere. Proprio a causa della caccia indiscriminata e della progressiva antropizzazione dei sui habitat naturali la foca monaca era praticamente  scomparsa dalle acque italiane al punto che, proprio a Marettimo, un anno fa, è stata inaugurata una statua in ricordo

Il monumento in memoria della Foca Monaca a Marettimo

della sua presenza. Recentemente però, alcuni avvistamenti nelle acque ioniche e tirreniche hanno riaperto la speranza di un progressivo ritorno alle nostre coste di questo simpatico animale. Ora la conferma della sua presenza  nelle acque delle Egadi. Si tratta di una “straordinaria notizia”, afferma Fulco Pratesi, Presidente onorario del Wwf Italia, “ma più straordinario di tutto è il fatto che la segnalazione arrivi proprio dagli stessi pescatori che condividono per tutto l’anno con le foche ambiente e risorse naturali”.

“Come ministero ci impegneremo a salvaguardare la situazione e fornire il supporto tecnico scientifico necessario alla comunità di Marettimo”, ha detto il ministro Prestigiacomo sottolineando che “questo evento, che ricade simbolicamente nell’anno della biodiversità e che indica il miglioramento delle condizioni naturali dei nostri litorali, possa avviare in futuro una forma di convivenza fra le comunità costiere e le splendide foche monache”.

Leggende

Miti e leggende del mare

Miti e leggende del lago di Garda

Le leggende riguardanti il Benaco sono rielaborazioni ispirate principalmente dal libro di Benedetto Lenotti “Le leggende del Lago di Garda” (Manfrini Editore – TN).