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Natgeo: meduse cannibali o semplice svista?

Sul sito del National Geographic Italia è stato pubblicato un interessante articolo su una nuova specie di meduse, per anni confuse con quelle appartenenti alla famiglia delle Drymonema dalmatinum presenti anche nel nostro mare Mediterraneo ma che con esami genetici più approfonditi gli scienziati hanno riclassificato in una nuova famiglia chiamata Drymonema larsoni dal nome dello scienziato scopritore Ron Larson e definita da NatGeo nel titolo virgolettato come “cannibale” di altre meduse. All’articolo segue una interessante replica di un lettore, che potete leggere qui, che obbietta sull’uso non appropriato del termine “cannibale” essendo quella di questa medusa una normale pratica di predazione.

NatGeo: anatomia di uno squalo

Sul sito del National Geographic Italia segnaliamo un interessante articolo di Federico Formica sulla presenza degli squali nel Canale di Sicilia e sul grave rischio di estinzione che pesa su questa specie nel mare Mediterraneo.  L’articolo è corredato anche da una video intervista  a Massimiliano Bottaro uno dei ricercatori Ispra impegnati nella dissezione di tre squali catturati per errore quest’anno proprio in quel tratto di mare.

Per leggere l’articolo clicca qui.

Per vedere la videointervista clicca qui.

NatGeo: Salmoni d’oro nella baia di Bristol

Dal sito del National Geographic una fotogallery di Michael Melford sulla Baia di Bristol dove la realizzazione di una miniera d’oro che promette guadagni pantagruelici rischia di compromettere la risalita dei salmoni nelle zone di riproduzione e l’attività di pesca ad essa associata.

Per visionare la fotogallery andate qui.

Salmoni rossi risalgono i ruscelli verso i luoghi della loro nascita guidandosi con l'olfatto - Foto di Michael Melford su National Geographic

Omaggio a Wes fotografo dell’impossibile

Uno scatto di Wes. C. Skiles dal servizio del National Geographic

Sul numero di Agosto del National Geographic segnaliamo un interessantissimo articolo sulle Blue Holes, profonde cavità sommerse al di sotto delle isole Bahamas.
Per gli scienziati che si cimentano nello studio di questi ambienti i “blue holes” sono ”maledetti” come la tomba di Tutankhamon per gli archeologi o l’Everest e il K2 per gli alpinisti. L’esplorazione richiede una preparazione psicofisica adeguata ed una attrezzatura particolare che permetta di superare gli strati di acido solfidrico che si incontrano a determinate profondita e che provocano bruciori e forti attacchi di nausea. L’esplorazione di questi ambienti primordiali con più di 150 immersioni  in decine di grotte, ha permesso di raccogliere dati che promettono di ampliare le nostre conoscenze in campi vastissimi: dalla geologia alla chimica delle acque, dalla biologia alla paleontologia, fino all’archeologia e perfino all’astrobiologia, lo studio della vita nell’universo.

Il servizio che il National Geografic propone contiene immagini davvero suggestive e spettacolari e sono tra gli ultimi scatti del grande fotografo subacqueo Wes C. Skiles che poco dopo aver terminato questo lavoro si è spento nell’oceano di casa al largo della Florida dove stava realizzando delle riprese subacquee.

Per leggere l’articolo sulle Blue Holes clicca qui.

Per vedere la photogallery del National Geografic clicca qui.

David Doubilet sul National Geographic

Il numero di luglio della famosa rivista sarà accompagnato dall’allegato “I grandi Fotografi” che questo mese ospita le fotografie di David Doubilet esperto e famoso fotografo subacquesto statunitense che in una serie di scatti ha immortalato le meraviglie del mondo sommerso. 
Ecco in anteprima un paio di scatti che troverete sulla rivista del National Geographic Italia.

North Sound, Isole Cayman
Una pastinaca mentre “veleggia” in perfetta sintonia nelle acque sottostanti una barca a vela.

Maldive
Un pesce pagliaccio tra i tentacoli di un anemone a bolle nelle acque prospicenti le isole delle Maldive.

Fonte: repubblica.it