Scrivo questa incredibile storia sperando che qualcuno ne sappia più di me e possa aiutarmi a scoprire se i Rematori siano esistiti realmente oppure no. Ho sentito questo racconto in due diverse occasioni, lo riporto qui per come lo ricordo.
Verso il 1880 a Capocerra (ma non sono sicuro che il nome della località sia questo) scoppiò un grande incendio durante la messa serale nella piccola chiesa sull’isolotto davanti al paese. Tutti fuggirono prontamente tranne un povero fabbro che non voleva lasciare alle fiamme la statua della Madonna alla quale aveva affidato i suoi fioretti e le speranze di un futuro migliore. La statua, sebbene di legno, era troppo pesante per essere trasportata da una sola persona, nessuno però aveva il coraggio di entrare di nuovo nella chiesa. Ad aiutarlo fu solo il notaio, proprio il più ricco del paese. Insieme riuscirono a trascinare fuori la statua, ma il calore e il fumo che ormai riempivano l’intera isola continuavano ad annerirla e a scioglierne il colore. Il notaio e il fabbro si guardarono e, senza esitazione, si capirono al volo. La statua doveva essere portata via. Subito.
Con un ultimo sforzo la posarono nella barca e remarono fino alla spiaggia. Una volta arrivati, furono acclamati da tutti come gli “eroi rematori” che, da soli, avevano salvato la coscienza di un intero paese. Da quel giorno gli abitanti di Capocerra condussero ogni anno la processione della Madonna per mare, onorando il sacrificio dei suoi coraggiosi compaesani, i soli cui spettò sempre il privilegio di guidare la barca con la statua.
Ben presto i Rematori crebbero di numero. Seguendo l’esempio del notaio e del fabbro, rimasero al fianco del loro popolo con umiltà e discrezione. La gente sapeva di poter contare su di loro. Sapeva che avrebbero fatto di tutto per loro. E fu proprio questo il problema.
Una notte il ricco mercante del paese costrinse i suoi pescatori a uscire in barca nonostante il temporale. I pescatori sapevano che sarebbe stato più prudente restare in porto ma, non potendo discutere gli ordini, si prepararono a salpare. Percorse poche miglia, si accorsero che non avrebbero potuto proseguire o la corrente li avrebbe trascinati fuori rotta. Il paese, ignaro, dormiva. Ma quelle piccole luci all’orizzonte attirarono l’attenzione di un giovane contadino che diede l’allarme. Subito dopo un gruppo di uomini si ritrovò sulla spiaggia. In un attimo essi portarono le barche in acqua e raggiunsero le lampare in difficoltà. Riuscirono a salvare quasi tutti quella sera, ma per l’imbarcazione più lontana, quella che era partita per prima, non poterono far nulla.
La mattina dopo in paese non si parlava d’altro. Quasi nessuno sapeva cosa fosse successo e le voci che circolavano avevano già il sapore delle leggende. Il ricco mercante accusò dell’accaduto i Rematori. Troppo poveri e affamati per perdere il lavoro, i pescatori sopravvissuti non ebbero il coraggio di dire la verità.
I Rematori furono allontanati e dimenticati, e presto di loro non se ne seppe più nulla.
Questo è quanto ho saputo. Spero qualcuno potrà darmi conferme.
Carmelo Lucania











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