Tag Archives: squali

Lo squalo? Un predatore da proteggere

bronzo-2-sudafrica-2005Parte nei mari italiani il progetto Sharklife, il più grande mai realizzato in Europa per la tutela e la salvaguardia degli squali, pesci assolutamente vitali e necessari per garantire gli equilibri degli ecosistemi marini, in quanto, essendo agli apici della catena alimentare, contribuiscono a mantenere in equilibrio l’habitat marino. Questo il reale motivo per cui è importante proteggerli e preservarli dalla minaccia di estinzione, causata sia dalla pesca professionale sia da quella sportiva, che tocca numerose specie (secondo un rapporto dell’Iucn del 2007 sono a rischio estinzione il 42% delle 71 specie esaminate).

Il progetto SharkLife si muove tra numerose iniziative, tra cui la più importante è una corretta informazione, soprattutto in merito al timore di attacchi agli uomini (meno di 20 negli ultimi 100 anni). Nei nostri mari sono presenti circa una cinquantina di specie tra cui ricordiamo lo squalo elefante, recentemente avvistato in Sardegna, lo squalo bianco presente nel Canale di Sicilia e gli squali grigi presenti nel mese di agosto nell’isola di Lampione.

 Fondamentale per la riuscita del progetto la collaborazione dei pescatori sia professionali sia sportivi. I primi con l’utilizzo di ami circolari potrebbero salvaguardare alcune specie tipo pescecani e trigoni che se catturati non possono essere venduti né rilasciati, i secondi che nelle gare di pesca non potranno più catturare pesci cartilaginei; risultato questo ottenuto grazie ad collaborazione di Fipsas che si è resa disponibile a modificare i regolamenti delle gare.

Alcune sperimentazioni saranno condotte anche nel Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena dove sarà testato un dispositivo elettronico applicato sulle reti in grado di intercettare e segnalare gli spostamenti di pesci di grandi dimensioni permettendo agli operatori di intervenire per liberarli.

Squali antivirus

La squalamina secreta dagli squali, oltre ai già noti effetti antibiotici ed antitumorali, si è dimostrata efficace anche nel contrastare le infezioni di numerosi virus, tra i quali febbre gialla, dengue ed epatiti B e D.
E’ quanto emerge da una ricerca della Georgetown University di Washington. Lo studio, che è stato pubblicato su PNAS, è stato condotto da un gruppo di ricercatori guidati da Michael Zasloff – lo stesso che nel 1993 aveva scoperto la sostanza – .
Esperimenti in laboratorio su colture cellulari e su modelli animali hanno dimostrato che la squalamina interrompe le interazioni necessarie per la replicazione virale. «Mi interessavano gli squali – spiega Zasloff – a causa del loro sistema immunitario apparentemente primitivo, ma efficace. Nessuno poteva spiegare perchè lo squalo è così tosto». La ragione pare proprio risiedere nella squalamina, continua infatti il ricercatore: «La squalamina sembra proteggere contro i virus che attaccano i tessuti del fegato e del sangue. Altri composti simili che sappiamo esistere nello squalo probabilmente sono mirati contro infezioni respiratorie virali, e così via. Potremmo essere in grado di sfruttare l’innovativo sistema immunitario dello squalo per trasformare tutti questi composti antivirali in agenti che proteggono gli esseri umani contro un’ampia varietà di virus. Sarebbe rivoluzionario».

Facce da squalo: quando i vip scendono in campo

Fotografia tratta dal blog "The Huffing Post"

Anche quest’anno si sta concludendo negli USA la Shark Week, ovvero la settimana dedicata allo squalo. Un appuntamento questo ormai diventato una vero e proprio must con manifestazioni, eventi, documentari, gadget, ecc… per sensibilizzare l’opinione pubblica e proteggere questa specie di pesci a forte rischio di estinzione.
Tra gli omaggi più caratteristici c’è sicuramente la photogallery creata sul blog di The Huffing Post dove grazie alla computer grafica personaggi famosi e politici del panorama statunitense sono stati ironicamente ritoccati.

 

Sardine, acciughe e aringhe padrone degli oceani

La scomparsa dagli oceani dei predatori quali squali e tonni, vittime di una pesca da tempo dissennata, sta provocando un vero e proprio boom demografico di pesce azzurro tra cui acciughe, sardine e aringhe che hanno più che raddoppiato negli ultimi 100 anni la loro popolazione in mari ed oceani.
Lo studio, portato avanti dai ricercatori dell’University of British Columbia, usando i dati a partire dal 1880 ha dimostrato come la popolazione di squali, tonni e salmoni si sia, negli ultimi 120 anni, ridotta di due terzi con un crollo del 54% a partire dal 1970.
La diminuzione di questi predatori ha conseguentemente provocato l’esplosione demografica delle loro prede che negli stessi anni si è più che raddoppiata. La causa di tutto questo è, secondo gli studiosi, da ricercarsi esclusivamente nella pesca intensiva praticata dall’uomo che, fuori da ogni regola, ha completamente rovesciato l’equilibrio marino.
La proliferazione delle specie in questione, offre agli scenziati scenari preoccupanti, dato che nutrendosi in prevalenza di plancon potrebbero aumentare il rischio di una sovrapproduzione di alghe con conseguenze dannose alla corretta ossigenazione degli oceani.
Secondo Villy Christensen, uno dei relatori di questa ricerca, una ricetta per arginare questo problema potrebbe essere quella di indurre i consumatori a cibarsi maggiormente di aringhe e sardine e meno di tonni e squali in modo da non alterare l’equilibrio della catena alimentare marina riequilibrando di conseguenza anche le popolazioni delle varie specie.

Corriere.it: pirati italiani, la rovina dei nostri mari


Tanti, forse troppi,  i record negativi che il nostro paese vanta nei confronti dell’Unione Europea sulla pesca illegale nei nostri mari; record che devono farci riflettere. Un interessante articolo di qualche tempo fa, apparso sul Corriere.it, che ci spiega la pesca INN, acronimo inglese che significa illegale, non dichiarata e non documentata che costituisce un vero flagello per i nostri mari e per le specie che li popolano con vittime illustri come il pescespada, gli squali, le balene, i delfini, le tartarughe e molti altri pesci che cadono prede di reti illegali come le spadare o usate illegalmente come le ferratare. Per leggere l’articolo clicca qui.

Una cartolina dal WWF – Squali in pericolo !

Molte specie nei mari del mondo sono a rischio, tra queste anche gli squali, ricercati per la loro pelle, le loro carni, le loro pinne, i loro denti, le loro cartilagini.
A questo si aggiungono catture incontrollate e sistemi di pesca illegali che nel tempo hanno drasticamente ridotto molte specie di squali sull’orlo dell’estinzione.
Ogni anno l’uomo cattura milioni di esemplari. Alcuni di loro dopo aver subito orrende mutilazioni vengono gettati in mare ancora vivi!
La domanda che ci fa il WWF è tanto banale quanto diretta – “Se hai un amico in difficoltà tu lo aiuti, giusto?”
Allora scegliamo tutti uno squalo per amico aiutando il WWF nel difficile compito di salvarli!
Gli squali sono in cima alla catena alimentare e giocano un ruolo importantissimo per il delicato equilibrio marino.
Per chi volesse c’è la possibilità di aiutare il WWF facendo una piccola donazione con un minimo di €. 10 con un simpatico omaggio, un libro fotografico per scoprire meglio il mondo di queste straordinarie creature.

Per fare una donazione cliccate su questo link.

Il lutto del mare

Cinquemila delfini intrappolati, il dramma di anatre, fenicotteri, pellicani che abitano il delta,  strage di tartarughe…80% di greggio sulle spiagge, il resto e chissà quanto ancora disperso nel mare

VENICE (Louisiana) – In cielo gli aerei che seminano solventi chimici e gli elicotteri che seguono il percorso dell’isola di petrolio.  In mare le barche e i «trawler» che, anziché stendere le loro reti, aiutano la guardia costiera a calare in acqua barriere di gomma nel tentativo di arginare la marea nera. A terra cresce lo sgomento, la rabbia impotente dei pescatori.  Nelle acque del Golfo sono intrappolati cinquemila delfini, megattere nuotano incoscienti del pericolo a fianco della marea nera. Una trentina di esemplari di tartarughe sono stati ritrovati senza vita sulle coste, alcuni in avanzato stato di decomposizione. La paura è che siano state vittime del petrolio disperso nel mare dopo l’inabissamento della Stazione petrolifera della BP. Gli esperti dell’Istituto per gli Studi sui Mammiferi Marini stanno analizzando i cadaveri per stabilire le cause della morte.

La vita nella Venezia del delta del Mississippi — il luogo scelto dall’isola galleggiante di olio e bitume per unirsi alla terraferma — non è mai stata facile. Il groviglio di canali che tagliano paludi, acquitrini e la terra fangosa portata dal fiume, è un ecosistema straordinariamente vitale —colonie di cormorani, anatre, fenicotteri, pellicani e cento altre varietà di uccelli — mentre la confluenza di acque dolci e salate produce una ricchezza di fauna marina che fa la gioia di chi pesca per sport e anche di chi così si guadagna da vivere.

Non preoccupatevi…  BP PAGHERA’ IL CONTO A TUTTI TRANNE AL MARE E AL SUO ECOSISTEMA!!!

 - Quanto al costo economico che si aggiungerà a quello ambientale, Obama ha precisato che sarà la British Petroleum, la compagnia petrolifera titolare della piattaforma da cui è fuoriuscito il greggio, a pagare il prezzo del disastro ambientale nel Golfo del Messico, ovvero tutte le necessarie opere di bonifica. «La Bp è responsabile di questa perdita – ha detto il presidente senza girarci attorno – e la Bp pagherà il conto». La stessa compagnia, in ogni caso, già nei giorni scorsi si era detta disponibile a farsi carico degli oneri economici relativi alla pulizia del vasto tratto di oceano contaminato. Per le zone colpite dalla catastrofe ambientale, ha poi aggiunto Obama, saranno previsti adeguati risarcimenti.-

Facciamo un po’ di conti…

La marea nera che sta per raggiungere le coste degli Usa non poteva arrivare in un momento peggiore: è questo infatti il periodo dell’anno in cui molte specie scelgono proprio il golfo del Messico per fare una sosta nelle migrazioni o per riprodursi. Ecco le dieci più a rischio.

…Aolamagna partecipa al lutto del mare

Shark diving, quando la fotografia si fa estrema

volpe1

Squalo Volpe

Sul sito di Repubblica.it di oggi c’è un interessante articolo di Giusi Spica su un nuovo trend turistico legato al mondo dello shark diving, una nuova dimensione del turismo di avventura che ha tre protagonisti: un sub dotato di tutto il suo armamentario, uno squalo o più squali piuttosto affamati ed in mezzo una robusta gabbia d’acciaio, particolare questo da non dimenticare prima di immergersi :)

Si tratta di una realtà, quello dello shark diving, già da tempo presente in America ed in Oceania  che in questi ultimi anni sta affascinando anche il pubblico europeo tanto che non è difficile trovare agenzie specializzate pronte a proporlo a costi che si aggirano intorno ai 5 / 700 euro.

L’unica importante raccomandazione, dando per scontato la sicurezza, è quella di informarsi bene sulle migrazioni stagionali in quanto come è noto, il predatore segue le sue prede.

Ecco quindi un elenco di possibili mete:

  • Isola di Gansbaai in Sudafrica dove a detta degli esperti si possono incontrare i più grandi e spaventosi esemplari di squalo bianco;
  • Port Lincoln in Australia a quanto pare la patria dello squalo, soprattutto tra le isole Spencer ed il Thorny Passage dove è facile incontrali mentre predano nei branchi di sardine;
  • Bahamas, note soprattutto per le barriere coralline sono in grado di offrire anche incontri di numerose specie tra le quali quali bianchi, tigre, martello, nutrice, limone e raramente squali grigi. Miglior periodo gennaio-marzo;
  • California, Usa. Anche qui pare garantita la presenza di squali bianchi, martello e tigre soprattutto nell’isola di Catalina e isole Farallon;
  • Rhode Island, Usa dove è possibile incontrare gli squali blu prima che si spostino verso Capo Hetteras in Africa;
  • Isla Hobox e Guadalupe, Messico. L’isola di Holbox è forse uno dei posti migliori per incontrare lo squalo balena (fino a 30 metri di lunghezza), mentre l’isola di Guadalupe è nota per essere una delle colonie più prolifiche di squali bianchi;
  • Beqa Lagoon, isole Fiji in grado di offrire numerose specie di squali soprattutto nel periodo estivo;
  • Mozambico, Africa vera patria della manta che nonstante le forme non proprio tipiche appartiene anch’essa alla famiglia degli squali.

Cosa dire ancora, buon viaggio e in bocca al… ehm! Tante belle cose!

Vai all’articolo di Repubblica.it: http://viaggi.repubblica.it/articolo/a-tu-per-tu-con-lo-squalo-bianco/220541

Vai alla galleria fotografica: http://viaggi.repubblica.it/multimedia/squali-i-migliori-luoghi-al-mondo-per-vederli/23438450/1/1