Croazia: L’isola lunga “Dugi Otok”

 

“A SPASSO NELL’ISOLA LUNGA”

DUGI OTOK

 

Alle spalle c’è Zara, città che conserva tra le sue possenti mura il fascino della storia, fatta di chiese medioevali, di barocco e di palazzi ottocenteschi; davanti il traghetto che sta per portarmi, attraverso l’arcipelago zaratino, nell’isola che quest’anno ho scelto per rompere con il resto del mondo e dedicarmi al mare.  IMGP0066

L’Adriatico è un mare che sorprende, già lo avevo scoperto a Fazana, in Istria, negli anni passati, quando l’azzurro venato di verde dei mille pini mi aveva colto all’improvviso. Le immersioni nelle isole di Brioni sono ancora un ricordo molto piacevole, così ricche soprattutto di piccoli “esseri sommersi” da svelare.

Il canale mi appare grande, ma inciso da isole che interrompono l’orizzonte impedendomi di vedere il mare aperto. Ora c’è una terra che si allunga in entrambi i lati e si apre un varco d’acqua che accoglie come un abbraccio la nave che bofonchiando ormeggia nel piccolo porto di Brbinj.

Dugi Otok! L’isola lunga!

45 km di lunghezza, larga da 1 a 4 km, abitata da poco più di 3000 residenti concentrati in dieci paesi. Non sono abituato a isole così grandi dove è impossibile, se non per un brevissimo istante, vedere il mare da una parte all’altra. Per ora percorro una strada che mi dà la misura di quanto tranquillo ed esteso sia il canale, delle isole che si susseguono come una matrioska nel blu cobalto e della montagna traboccante di boschi e della tipica macchia mediterranea.

Ogni tanto si apre un’ansa che origina un porticciolo dove un pugno di case hanno il sapore di un paese. Tutto mi appare calmo, ordinato.IMGP0063

A Sali mi aspetta il Sig. Dario che mi ospita nella sua casa, un appartamento delizioso dalla veduta splendida sul porticciolo di pescatori del piccolo borgo. 

Il giorno dopo decido per un giro dell’isola visto che è montato un vento fresco con gocce di pioggia che danno sollievo dall’arsura. Il mare aperto è arrabbiaIMGP0070to, schiuma sulle rocce di Veli Rat  a nord, nella punta estrema dell’isola dove la lanterna, da oltre 150 anni, è guida luminosa per i naviganti. E’ il faro più alto dell’Adriatico 42 metri. Sono attratto inesorabilmente dal mare cattivo, dalle onde che sovrastano e sferzano senza pietà lo scoglio inerme.  Il promontorio si distende in una lingua di ciottoli quasi piana ricoperta di cespugli tenaci, mi ritrovo ad un certo punto in un tratto sottile di posidonia che fa da confine tra le burrascose acque e la baia  pacata.

Esplorare l’isola è come evolvere in nuove esperienze: le scogliere dalle pietre scintillanti così attraenti da raccoglierne alcune di particolare bellezza, le vedute mozzafiato di incalzanti speroni che sprofondano con un salto di oltre 100 metri nel mare indaco, le passeggiate per gli amanti di trekking nei sentieri profumati di timo e salvia selvatica.

A sud mi aspetta il motivo per il quale ho scelto tale meta, le Incoronate. Un labirinto di 147 isole, isolette, scogli che sembrano galleggiare in un  mare di turchese. Ci arrivo attraverso il Parco naturale di Telascica, insenature e irte salite in un bosco di pini di Aleppo, lecci, campi carsici, vigneti e oliveti circondati da sassaie e dal grigiore dei muretti a secco.

 IMGP0391IMGP0386

Il golfo è un porto naturale di grande bellezza ed ancoraggio sicuro per le numerose barche a vela che qui trovano la giusta armonia per veleggiare silenziose nelle acque trasparenti.

E’ un fascino discreto, assolutamente non sfacciato che la baia ti offre e tu lo devi cogliere dal mare. Sono su una barchina, quella dei pescatori e subito scivolo lungo il fiordo che vibra di sale e di blu, una miriade di barche volano sulle acque con le loro gonfie e leggere ali bianche. Io mi tengo sotto costa e mi immergo in apnee per scoprire il sommerso. Sotto il mare è più verde e l’acqua ben fresca, ci sono seppie, tordi, castagnole, donzelle e occhiate, IMGP0208salpe e saraghi, più il mare si apre più si riempie di vita. Sotto, gli scogli sono pieni di peperoncini e bavose che impertinenti ti mostrano la coda giusto quando stai per scattare la foto. Ho scovato un polpo che cerca con un ben riuscito camouflage di arrotolarsi sotto una roccia, mi diverte ma in apnea non posso giocherellare a lungo. 17

Le Incoronate emergono aspre e sassose, nulla rimane dei boschi che un tempo le ricoprivano e dell’abitante che viveva di pastorizia, solo i muretti a secco. Il resto è pietraia, dirupo e doline tipiche del suolo carsico. Rari i villaggi di casette in pietra direttamente al mare con il molo, perché tutto si svolge con l’utilizzo della barca. Niente strade, alberghi o mondanità solo acqua, sasso, silenzio. IMGP0428

Attraverso il sentiero che porta al mare aperto si incontra un lago salato, il lago Mir, un bacino lungo circa 2 km di acqua tiepida, dalla concentrazione salina estremamente elevata contenente fanghi salutari, letteralmente circondato da un fitto bosco e popolato da una infinità di gamberetti e da branzini indolenti.

L’ultimo bagno di sole e di mare lo voglio fare sulle bianchissime scogliere dove la distesa d’acqua è a perdita d’occhio e la fantasia può librarsi audace.

Photogallery Dugi Otok

2 Responses to Croazia: L’isola lunga “Dugi Otok”

  1. Alessandro

    Grande Rodolfo, bellissimo resoconto e culo tuo bellissima vacanza!
    Io se ce la faccio quest’anno mi devo accontentare di Lignano Sabbiadoro e fare snorkeling tra le gambe di mia figlia

  2. Che bello. sembra di essere stati li!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>