Vale la pena affrontare un viaggio biblico di 30 ore e 7 ore di fuso orario? La risposta è senz’altro sì, anche se forse sette giorni di permanenza non sono sufficienti ad assorbire lo stress di un viaggio così lungo.

Tante emozioni, perchè? Perché questa non è solo una gita sub. E’ anche l’incontro con un’altra civiltà, con una dignitosa ma estrema povertà, con usi e costumi totalmente differenti e con un clima che ho vissuto in maniera deliziosa: sole splendido al mattino, nuvole al pomeriggio, quelle belle, grandi cumuli di panna montata, talvolta bianchi come la neve e talvolta neri come la pece ed anche la simpatica pioggia.
Il Resort si trova a Puerto Galera, nell’isola di Mindoro circa 150 Km a sud di Manila. Per raggiungerla, oltre a due ore di trasferimento da Manila a Batangas, vi è poi un’ora abbondante di barca. Tutte le barche filippine sono relativamente strette ed hanno degli scarponi galleggianti ai due lati costruiti con canne di bambù, che le assicurano contro il rovesciamento. Sono praticamente dei trimarani dipinti con colori vivaci e belle scritte.
Una volta arrivati a Puerto Galera, un “triciclo” ci portata al “Resort”. Questo veicolo è il comune mezzo pubblico di trasporto della popolazione, praticamente la versione Filippina del Tuc Tuc indiano. Una motocicletta, in genere Honda o Suzuki 150 cc di quelle che si usavamo da noi 30 o 40 anni fa, ancora con il cambio a pedale, alla quale viene applicato un sidecar costruito ed attaccato alla moto artigianalmente. Tubi e rinforzi saldati qui e là che arrivano talvolta a sopportare anche il peso di sei persone! Bello vederli al mattino quando portano i ragazzi a scuola.
Finalmente arrivati al Fisherman’s Cove, partiti sabato alle 21 sono ora le 10:30 di lunedì. Teniamo conto anche di aver portato avanti le lancette dell’orologio di sette ore e di aver dormito una notte in un albergo di Batangas.
Il Fisherman’s Cove è un piccolo Resort a conduzione italiana immerso nella natura. Non ha spiaggia anche se è in riva al mare. Il numero di camere è limitato a 12 o 15 in due categorie che differiscono essenzialmente per la presenza o meno dell’aria condizionata. Noi non l’avevamo, ma non ne abbiamo sentito il bisogno in quanto temperatura ed umidità notturne erano ideali per dormire con un lenzuolo. Le camere senza aria condizionata sono costruite con i materiali del luogo, legno e bambù e con il tetto in foglie di palma. Il tutto in mezzo ad una vegetazione fitta e lussureggiante.
Mindoro è un’isola che si tuffa nel mare con decisione. Non ci sono strapiombi, se non in piccole zone della costa, ma la lussureggiante vegetazione lambisce il mare per lunghissimi tratti. Insenature, qui e là, portano a tratti di spiaggia abitate in gran parte da pescatori. White beach è una rinomata spiaggia nella zona, con tanto di piccoli alberghi, ristorantini, massaggiatrici, venditori di collane, conchiglie e artigianato locale. Asfissianti nel seguirti proponendoti i migliori prezzi.
La maggior parte dei turisti di queste zone sono Coreani. Questa nazione sta conoscendo uno sviluppo industriale importante e crea le possibilità economiche di molti dei suoi abitanti. Le Filippine sono relativamente vicine ed a prezzi convenienti, come potrebbe essere per noi l’Egitto. Ecco che nella maggior parte dei diving si vedono clienti con visi orientali.
Arrivati a destinazione, con nostra sorpresa scopriamo di essere gli unici ospiti. Altri subacquei arriveranno nel corso della settimana. In generale sino all’inizio di dicembre è considerata bassa stagione ed anche altrove non vediamo molti turisti. Un deciso vantaggio per noi in quanto abbiamo a disposizione ben due guide sub, Paolo e Sandro che oltre ad essere professionalmente eccellenti ed esperti, sono anche cordiali amici.
La maggior parte dei siti di immersione sono situati nel tratto di mare antistante il piccolo paese di Sabang, un ferro di cavallo dove, a ridosso della stretta spiaggia, vi sono ben 44 diving uno attaccato all’altro. Meno male che i siti sono parecchi evitando dunque l’affollamento.
Si parte da una bellissima palafitta in legno antistante il Resort coperta in gran parte da un tetto di foglie di palma, con una lunga passerella che si inoltra all’interno di un folto gruppo di mangrovie accentuando il contatto tra il verde ed il mare. Sembra quasi di uscire dalla giungla.
Siamo venuti qui senza velleità di vedere pesce ne tantomeno squali. Mindoro è famosa come meta del piccolo. Granchi, nudibranchi e gamberetti
qui la fanno da padroni e le varietà sono tantissime. Le nostre guide sono specializzate nel trovare piccoli soggetti fotografici e quindi ti ritrovi a fine immersione ad aver fatto, senza accorgertene, anche 150 scatti. Tra l’altro, nonostante le bombole siano da 12 litri, le immersioni durano sempre più di un’ora, risultato di profondità mai importanti. Tra le forme di vita rare ad essere viste abbiamo avuto la fortuna di incontrare il bue-ring, un piccolo e simpatico polpetto dal colore giallo acceso con dei bellissimi anelli di un blu brillante. Lui non si rintana come normalmente fanno i polpi. Sandro lo solletica con la sua bacchetta e lui si muove sinuosamente. Voglio anch’io solleticarlo e mi accingo a farlo con le dita. Prontamente redarguito, verrò poi a sapere che un suo morso risulta letale grazie ad un veleno che porta al decesso in pochi minuti se non si ha a disposizione l’antidoto. Paolo si propone per un corso di biologia marina di cui avrei estremamente bisogno, anche se con la memoria che mi ritrovo….
Degni di nota sono anche gli incontri con il pesce foglia, con il frog fish e con il cavalluccio pigmeo che dimora solo su alcune gorgonie e per vedere il quale occorre la lente di ingrandimento.
Abbiamo anche cercato con assiduità i cavallucci tradizionali a “the giant clams”, ma non siamo stati abbastanza fortunati. Anche il ghost fish non ha avuto voglia di fare la nostra conoscenza. Pazienza, abbiamo il pretesto per tornare. L’ultimo giorno di immersioni, domenica, abbiamo usato la barca grande, un trimarano che non ha nulla da invidiare alle barche traghetto, con la quale ci godiamo un full day a Verde Island, l’isola a nordest di Puerto Galera. La barca offre anche la possibilità di pranzare a bordo: una grande griglia, con le sapienti cure del capitano e del suo equipaggio, propone buonissime pietanze di pesce.
La vacanza scorre via veloce al mattino andando in acqua ed al pomeriggio riposando e sistemando le fotografie con il computer.
Lunedì il volo è fissato all’una di notte. La giornata è completamente a disposizione ma l’attività subacquea è interdetta. L’affitto di una moto offre la visita a White beach di cui si è già parlato ed alle cascate di Tamaraw con incursioni alle spiagge ed alle risaie che capitano sul cammino.
L’incontro con i bambini è sempre molto tenero: c’è simpatia. Ci si sente l’americano venuto da lontano e loro hanno il piacere di incontrarti e di farsi fotografare. I locali sono in maggioranza di medio piccola statura, con tratti somatici più simili ai mongoli che agli asiatici, grandi occhi neri di una espressività non comune. Le donne sono minute ma con tutti gli attributi ben posizionati ed una pelle stupendamente ambrata e vellutata.
Anche il lunedì fugge via velocemente e nel pomeriggio riprendiamo la lunga strada del ritorno salutando le persone con cui abbiamo condiviso la vacanza con i soliti propositi per il futuro.
In passato avevo sentito parlare di mal d’Africa. Durante questa vacanza ho sentito parlare di una sorta di “mal di Filippine” Un italiano in particolare mi ha colpito: impiegato di banca a Milano da tanti anni, ha scoperto in quest’isola la possibilità di vivere una vita diversa. Con qualche risparmio ed una casa di proprietà data in affitto in Italia, sta pensando di trasferirsi proprio a Puerto Galera. Nessuna volontà di intraprendere una nuova attività, dalle sue parole traspare la pace e la felicità di passare in semplicità i giorni, fare qualche immersione, rilassarsi e riposare. Sicuramente anche l’amore trovato in quel luogo ha un componente fondamentale, ma rimane questa seria volontà di cambiare vita. Santo Domingo è sulla bocca di tutti come “buen retiro” di tanti italiani. Chissà che in futuro non si sentirà parlare spesso anche di questo paese.
Carlo.











Loading...
Bravi !!!
Vi invidio, e non poco!
… a quando le foto per la nostra photogallery ?????
Grande Carlo! mi è sembrato di essere stato lì con te.
Già avevo sentite qualcosa dal vivo, ma le foto sono da urlo!!!Anche il racconto mi ha coinvolto e appassionato, spero di potere vedere presto altre foto. Bravo Carlo
Beh, le foto e il racconto di Carlo e Angelo, sono succulenti. Tra 20 giorni sarò la anch’io, quindi…………..mmmmmmhhhhhhhhhhhh………
Mi sto ripassando per bene l’attrezzatura. Antipasto filippino.